“Tuttapposto”, gli studenti danno i voti ai professori Costantino attacca i baroni
“Tuttapposto” è la storia di Roberto, studente universitario in un ateneo in cui i docenti vendono esami, assumono solo amici e parenti e sono dediti alla raccomandazione. Il padre di Roberto è anche il magnifico Rettore (Luca Zingaretti). Roberto, andando contro la sua famiglia, stufo di essere asservito al potere del baronato, con i suoi amici, decide di combattere questo modus operandi. Realizza, infatti, un’App per smartphone denominata “Tuttapposto” che valuta l’operato dei professori. Tutto ciò porterà a una serie di colpi di scena e a un’inversione di ruoli: gli studenti acquisiscono un potere inaspettato e i professori sono costretti a comportarsi onestamente pur di ottenere un buon voto.
“Tuttapposto” del regista Gianni Costantino vuole essere il ritratto allegorico di un intero Paese che basa tutto sulla raccomandazione, dove il concetto di meritocrazia è solo declamato ma non viene quasi mai messo in pratica. Vizi e comportamenti di “malcostume” oramai radicati in noi italiani, convinti che tutto sia raggiungibile solo se c’è la classica “spintarella”. La commedia ruota attorno al mondo universitario con il suo “sistema” nascosto (ma in certi casi neanche troppo se non addirittura ostentato) di baronato e nepotismo.
«Per la messa in scena - dice il regista Costantino - innanzitutto ho lavorato attentamente alla caratterizzazione dei personaggi (osservandoli con uno sguardo anche sociologico); alle atmosfere degli ambienti e ai loro toni cromatici, alla vivacità narrativa tipica della commedia all’italiana dei grandi maestri. Dato l’impianto corale della storia ho dedicato due mesi alla selezione dei volti giusti per raccontarla, cercando di tipizzare ogni singolo personaggio, anche quelli in secondo piano». —
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