La Nuova Ferrara

Il sindaco Fabbri apre le porte della città «Cultura e dialogo un bene per Ferrara»

Giovanna Corrieri
Il sindaco Fabbri apre le porte della città «Cultura e dialogo un bene per Ferrara»

Il direttore De Mauro sottolinea l’indipendenza organizzativa Premio Politkovskaja alla giornalista Armstrong-Ogbonna

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Il vento politico non sembrava essere cambiato, ieri, all’inaugurazione di Internazionale. Del resto già l’anno scorso, da capogruppo della Lega in Regione, Alan Fabbri assicurava sulla futura permanenza della manifestazione a Ferrara, anche in caso di vittoria del centrodestra. E così è stato: il direttore del festival, Giovanni De Mauro, a margine degli incontri, parlava di buoni rapporti con la nuova amministrazione e «di totale indipendenza e autonomia nella stesura del programma». E Fabbri, da sindaco, ha aperto la 13esima edizione sul palco dell’Apollo, che poi ha visto il conferimento del premio Anna Politkovskaja alla giornalista nigeriana Armstrong-Ogbonna.

«orgogliosi»

Prima del palco Fabbri ha rilasciato qualche dichiarazione: «È un momento per intercettare molte idee – ha detto – non tutte possono coinvolgere le mie… Ma è un’occasione di dialogo per tutti». E, sempre “fuori campo”, scherzava: «Ho visto una maglietta con scritto “cercasi la sinistra” con tutte le frecce, me la voglio comprare». Ma “pluralismo” e “collaborazione” sono poi state le parole più usate “on stage”: «Per tre giorni Ferrara si apre al mondo e si trova su un palcoscenico dove pluralismo, dialogo e cultura la faranno da padrone. Siamo orgogliosi di ospitare Internazionale».

Che per il direttore «sarà come sfogliare un grande numero reale della rivista», e per la vice Chiara Nielsen «la più grande redazione al mondo che sfoglia dal vivo un giornale che si fa davanti agli occhi».

il premio

Un festival che, come rivela il simbolo di questa edizione (un piccolo mondo che protesta contro l’emergenza climatica), di ambiente parlerà molto, e che su questo tema si è aperto con il premio Politkovskaja proprio a una giornalista minacciata per aver indagato e denunciato crimini contro l’ambiente, oltre che contro comunità povere. Augustina Armstrong-Ogbonna ha voluto dare voce ai più poveri, i più danneggiati dai disastri ambientali, e da anni racconta gli effetti del degrado ambientale dove vivono le comunità più marginalizzate della sua terra. Nel 2016 è stata minacciata di morte per aver portato avanti un’inchiesta in cui spiegava che un’azienda dell’ex ministro degli interni nigeriano stava togliendo illegalmente sabbia dalle coste di Lagos per costruire una raffineria, con conseguenze devastanti sulla vita quotidiana degli abitanti, le cui case rischiavano il crollo.

Ora vive negli Usa dove ha chiesto asilo politico: «Bisogna fare le cose nel modo giusto – ha detto la giornalista sul palco –, lo sviluppo dev’essere perseguito pensando alle conseguenze per la popolazione locale, altrimenti ci saranno conflitti. Quando ho saputo che era in corso un progetto per la costruzione di una raffineria, ho subito capito che ci sarebbero state conseguenza per gli abitanti e ho iniziato a indagare. Lo stesso era successo nel sito del Delta del Niger dopo la scoperta del petrolio: oggi là si lava il pesce col detersivo prima di mangiarlo». —

Giovanna Corrieri

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