La vita del maestro Tebaldi nelle pagine di un amico
Francesco Pozzati presenterà il suo nuovo volume Del libro parleranno l’autore con Eridano Battaglioli e Giacomo Savioli
«Geniale uomo d’infinita e semplice cultura perché modesto e umile servitore dell’altro e di tutti noi».
Così Francesco Pozzati ricorda il maestro Dino Tebaldi, insegnante d’Italiano nel carcere di Ferrara ma non solo. Giornalista, tipografo, romanziere e pure pedagogo soccorritore degli zingari di Ferrara. Dino Tebaldi era molte cose, ma, prima di tutto, era un grande amico.
A quindici anni da “Il mio ricordo di Dino Tebaldi”, Francesco Pozzati torna a parlare del maestro nel suo ultimo scritto “Dino Tebaldi e altri scritti”, edito dalla casa editrice ferrarese Faust Edizioni, guidata da Fausto Bassini.
la storia
È una grande amicizia fatta di rispetto e gratitudine reciproca quella che si era creata alla fine degli anni ’90 tra Pozzati e Tebaldi. «Ci siamo incontrati quando stavo terminando la mia tesi di laurea grazie ad un amico in comune - racconta lo scrittore - ricordo ancora il nostro incontro in un bar di corso Giovecca a Ferrara dove si rifugiava a scrivere con il suo computer portatile e a bere un cappuccino, ma, soprattutto, ricordo quella gentilezza e cortesia che lo hanno sempre contraddistinto; basti pensare al fatto che non mi ha mai chiesto nessun compenso per aver scritto l’introduzione alla mia tesi».
Nonostante la carriera di giornalista e il lavoro come tipografo, il sogno del pedagogo è sempre stato quello di poter aiutare il prossimo senza pretendere mai nulla in cambio.
Il suo altruismo è stato però ricambiato da chi, come Francesco Pozzato, lo ha aiutato nel momento più difficile della sua vita: quello della malattia.
momento difficile
«Nell’aprile del 2000 è stato colpito dalla Tia (Ischemia cerebrale transitoria) che gli ha impedito fin da subito di usare il suo amato computer portatile. Mi offrii di ricopiare il testo scritto dal maestro affinché, in seguito, si potesse eventualmente trasformare in un libro. Non potete immaginare l’emozione provata quando, alla fine del nostro lavoro, mi chiese di scrivere la presentazione per il libro che stava prendendo forma. Del resto, lui era fatto così: io non ho mai chiesto un bicchier d’acqua e lui mi regalava il fiume Po»
l’omaggio
È questo il ritratto che oggi alle 17 Eridano Battaglioli, Francesco Pozzati e Giacomo Savioli ricostruiranno alla biblioteca comunale “D. Tebaldi” di via Ferrariola a Ferrara ripercorrendone la produzione letteraria e ricordando gli aneddoti più significativi. —
Ines Ammirati
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