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Il tempo passa, la guerra no Applausi per la Paiato Oggi e domani si replica

Fabio Ziosi
Il tempo passa, la guerra no Applausi per la Paiato Oggi e domani si replica

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Sentire Madre Courage che esalta la guerra ed aver visto poco prima al Tg i bombardamenti turchi nel nord della Siria sui curdi con i primi morti, fa impressione. La Guerra dei trent’anni che si svolse nel ’600 in Europa tra cattolici e protestanti è esattamente uguale a quelle degli anni Duemila, a quella di oggi.

la forza di brecht

Il tempo passa ma la guerra continua, è anche questa l’unica certezza di Anne Fierling, detta Madre Courage, ed è la sua filosofia di vita; anzi, verrebbe da dire, di morte. Ma chi è Madre Courage? È la vittima o il carnefice? Forse è tutti e due assieme. Senz’altro non è una figura gradevole, più propensa al male che al bene, che afferma “la pace crea confusione mentre la guerra mette ordine”; ma arriva in rari momenti a maledire la guerra quando gli porta via i figli.

Lei è tutta concentrata nel suo commercio che vive e prospera proprio con la guerra, gira con il suo carro carico di mercanzie accompagnata dai suoi tre figli avuti con tre uomini diversi. E ogni volta che uno dei figli diventa irrimediabilmente vittima lei è lontana da loro impegnata nel mercanteggiare. Accettare l’amoralità della guerra comporta innanzitutto accettare l’atroce destino di morte da lei stessa predetto in una sorta di gioco all’inizio del racconto.

L’opera di Bertolt Brecht, scritta proprio alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, è uno dei grandi classici del Novecento e Paolo Coletta (sua la regia e la drammaturgia musicale) ce l’ha restituito con grande forza e incisività. Maria Paiato è una grande Annie in un ruolo che è stato cavallo di battaglia di grandi attrici passate sul palco del nostro Teatro: negli anni ’70 Lina Volonghi e nel 2002 Mariangela Melato. Nessun confronto per carità, ognuna ha aggiunto qualcosa al personaggio brechtiano: la Volonghi quasi violenta nella recitazione, la Melato forte e multirazziale, la Paiato ricca di una vena quasi ironica che sa ben mescolare al dolore e alla passione. Bravi anche tutti gli altri interpreti ferraresi. Da sottolineare la componente musicale efficace nel compenetrare il messaggio brechtiano.

In scena fino a domani. Oggi in platea a 26 euro anziché 32 per i lettori della Nuova, info: lanuovaferrara.it. —



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