La Nuova Ferrara

il volume 

Indirizzi sicuri per mangiare e bere al meglio La Guida dell’Espresso: tremila soste di gusto

Indirizzi sicuri per mangiare e bere al meglio La Guida dell’Espresso: tremila soste di gusto

Un salto doppio porta Stefano Baiocco di Villa Feltrinelli nell’empireo degli chef, Heinz Beck e la famiglia Cerea tra i classici  

4 MINUTI DI LETTURA





Le schede di 2.200 ristoranti, indirizzi sicuri per una sosta di gusto, le cento migliori pizzerie della penisola e una selezione di 460 etichette di vini di alto livello per andare incontro ad ogni esigenza, anche di prezzo. Torna la guida dell’Espresso che anche per il 2020 assomma ristoranti, trattorie, pizzerie e vini, svolta intrapresa con la felice edizione 2019. Il volume è stato presentato ieri a Firenze; si trova in edicola, libreria e negli store digitali per smartphone e tablet iOs e Android.

CONFERME E balzi

A tavola c’è “Poco di nuovo, ma molto di buono”, come suggerisce il curatore Enzo Vizzari, illustrando la situazione italiana. «Non sono tempi di grandi cambiamenti né di svolte epocali quelli che sta attraversando la nostra ristorazione rispetto al fermento vivo di altre parti del mondo dove si affermano nuove realtà e nuove tendenze che riscrivono le regole mondiali del gusto mentre l’Europa mediterranea tira un po’ il fiato dopo due decenni di spinta – dice – In casa nostra brillano perciò in modo più significativo le conferme dei valori noti che le novità, con un settore che si sta stabilizzando dopo gli anni dopati di un boom trainato dalla televisione e da Expo. Se è vero che la qualità dei nostri ristoranti è in complesso cresciuta nell’ultimo decennio, è altrettanto vero che da due, tre anni a questa parte sono relativamente pochi i cuochi entrati nel novero dell’élite della nostra Guida, dai “tre cappelli” in su. Sta cioè accentuandosi la differenza di posizionamento nel mercato fra il cosiddetto “fine dining” e la ristorazione “generica”, intendendo per tale il variegato universo che comprende ristorazione di servizio, trattorie, osterie, pizzerie, enotavole, fast food… Ottimi nelle proprie categorie ma impegnati a giocare un campionato del tutto diverso; non minore o di seconda fascia, semplicemente differente nelle idee e nel tipo di esperienza proposta».

Altissima Fascia

Situazione che si può ben leggere nella classifica della guida da un anno all’altro, con grandi conferme (nessuna caduta nell’altissima fascia, quella dei cinque cappelli”, ed alcune belle promozioni: salgono in vetta la Madonnina del Pescatore di Moreno Cedroni, il Seta di Antonio Guida e (con un vistoso balzo da 3 a 5) Villa Feltrinelli di Stefano Baiocco. Da Vittorio dei Cerea e La Pergola di Heinz Beck entrano a far parte del ristretto ed esclusivo drappello dei “cappelli d’oro”, i “nuovi classici”, la distinzione che premia la costanza dell’eccellenza di quei ristoranti che hanno contribuito in misura decisiva a cambiare il volto della cucina italiana.

FERRARA

L’Emilia Romagna si conferma un tempio della buona tavola, con i cinque cappelli dell’Osteria Francescana e il cappello d’oro del San Domenico di Imola, accompagnati da una schiera di altri sessanta indirizzi altamente consigliati, a partire dal DaGorini di San Piero in Bagno, l’Inkiostro di Parma e il Marconi di Sasso. Nel Ferrarese spiccano La Capanna e La Zanzara di Codigoro, La Chiocciola a Portomaggiore, Pacifico a Comacchio, La Rosa a Sant’Agostino e Apelle e Makorè nel capoluogo, da dove arrivano anche le segnalazioni per Fuocolento, Il Sorpasso,Lemòkò Quel Fantastico Giovedì.

PASSIONE PIZZA

In continua crescita il numero delle pizzerie selezionate come le “migliori d’Italia”, cui è dedicata un’intera sezione della Guida, perché il fenomeno “pizza”, nelle sue varie declinazioni, attrae sempre più i favori dei gourmet. Tra le segnalazioni più a portata di mano (e di autostrada), la pizzeria con orto annesso “Gigi Pipa”, ad Este (Pd), “Berberè”, locale bolognese dei fratelli Aloe titolari di una catena con undici perle in Italia e tre a Londra e “Storie dipinte” a San Lazzaro di Savena.

IN ALTO I CALICI

Andrea Grignaffini sui Vini d’Italia parla non di guida”, ma di una selezione severa, del meglio del vino dello Stivale dell’ultimo anno, che va incontro a tutti i consumatori. Per il secondo anno consecutivo, “I Vini d’Italia” mantiene il suo agile formato di parte integrante della corposa sezione dei ristoranti e pizzerie della Penisola. Tale scelta muove dalla consapevolezza che l’esperienza gastronomica raramente si limita alla mera degustazione delle vivande, ma si nutre anche del loro accompagnamento enoico.

Novità di quest’anno, l’inedita categoria che tiene conto del prezzo (sotto i 15 euro) delle 100 bottiglie indi classificate. Evidente l’intenzione di supportare i consumatori, in primis quelli meno smaliziati, fornendo loro una reale e concreta possibilità di bere bene a un prezzo abbordabile.

BOTTIGLIE E CANTINE

Semplice e immediata, la struttura de “I Vini d’Italia” che contempla nell’ordine: “I migliori 100 rossi”; “I migliori 100 bianchi”; “I migliori 100 spumanti”; “I migliori 100 Vini sotto i 15 euro”; “I migliori 30 vini rosati” e i “migliori 30 vini Dolci”.

Per ogni bottiglia delle 460 entrate in classifica, oltre all’indicazione del prezzo, c’è un breve testo, un ritratto essenziale, capace di coglierne le peculiarità e lo spirito. In chiusura, “Le aziende dei vini classificati”, in ordine alfabetico e con relativa scheda. Nessuna azienda ha più di un vinomenzionato nella guida dell’Espresso. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google