La Nuova Ferrara

Sasdelli e Giacobazzi insieme da 25 anni Convivenza da ridere

D.B.
Sasdelli e Giacobazzi insieme da 25 anni Convivenza da ridere

Stasera e domani al Nuovo arriva il popolare attore «Amo raccontare storie della mia vita, ma è quella di tanti»

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Fra teatri cittadini e quelli in provincia, l’appuntamento con Giuseppe Giacobazzi (al secolo Andrea Sasdelli) è immancabile. Ma quest’anno, in particolare, lo spettacolo del popolare comico ravennate è da ricordare per due motivi: il primo è che stasera e domani al Nuovo in piazza Trento Trieste apre quella che si preannuncia come stagione record per il teatro cittadino; inoltre, il doppio spettacolo è un’assoluta rarità per il Nuovo, voluto proprio per il successo che ha nella nostra provincia (e non solo) il comico. E se vogliamo parlare di tutto esaurito, addirittura al teatro Celebrazioni di Bologna ai 12 spettacoli già previsti ne sono stati aggiunti altri due per il successo nella vendita di biglietti al botteghino.

«E dire - commenta con la solita schiettezza Giacobazzi -, che ormai sia a Bologna che nel Ferrarese mi hanno visto in tutte le salse, dal “Costipanzo” (show di comicità emiliana diretto da Duilio Pizzocchi che ha di fatto lanciato Giacobazzi, ndr) in poi. Eppure non sono stanchi di vedermi, come dimostrano le vendite sia a Bologna che al Nuovo. Addirittura a Milano ho già il tutto esaurito oggi che mi esibirò a settembre, davvero incredibile».

Giacobazzi arriva al Nuovo con lo spettacolo “Noi - mille volti e una bugia”, scritto come sempre in collaborazione con Carlo Negri (che cura la regia), partendo da un’idea di Fabrizio Iseppato. E ancora una volta il comico non fa altro che raccontare se stesso, ovviamente scatenando tante sane risate.

«Ogni spettacolo è un salto nel buio - dice -, già con il precedente “Io ci sarò” sono stato felicissimo e non credevo sarebbe andata così perché replicarsi è complicato. Invece, questo nuovo lavoro già al primo è andata bene e per fortuna ogni volta va sempre così. Devo però anche dire di aver sempre pensato che il pubblico lo freghi una volta soltanto, se tornano significa che - almeno -, riconoscono il mio impegno».

Nello spettacolo precedente, “Io ci sarò”, che ha girato i teatri di tutta Italia facendo sempre il tutto esaurito, con Giacobazzi che si raccontava partendo molto “alla lontana”. Stavolta in scena va un dialogo tra Andrea Sasdelli e Giuseppe Giacobazzi, l’uomo e la sua maschera...

«Parlo comunque di me, con la massima sincerità, raccontando aneddoti ed episodi che - in fondo - sono avvenuti a tutti noi. Una volta raccontando una storia che riguardava mio nonno al circolo Arci del paese a Napoli uno spettatori mi disse che si era riconosciuto in quell’episodio. In fondo, tutto il mondo è paese, no?».

Magari l’alto interesse per Giacobazzi è dovuto anche al fatto che non appaia poi tanto spesso in televisione.

«Teatro, radio, cinema e tv: l’elenco è in ordine di mia presenza. Io non sono un comico puro, un battutista da piccoli sketch, sono uno che ama raccontare storie, stupidaggini e caz...te che ho fatto e in cui tanti si riconoscono. Sono racconti di una vita normale, la mia».

Una vita normale che da sei anni a questa parte per l’ormai 56enne Giacobazzi è diventata più piena grazie alla nascita della primogenita.

«E devo dire che si tratta di una vita molto impegnativa. La consapevolezza è ovviamente maggiore considerata l’età in cui sono diventato padre. Ma i ritmi di vita sono completamente diversi rispetto a prima, non ho un momento di pausa, non hai tempo per fermarti e pensare, bisogna sempre andare... però è bello e un figlio ti riempie veramente la vita». —

D.B.

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