Anatomie impossibili sotto i riflettori a Roma I mostri di Rambaldi catturano la fantasia
A palazzo delle Esposizioni un percorso sugli effetti speciali Il maestro di Vigarano protagonista assoluto con cento pezzi
roma. Lo stupore si mescola al divertimento, al piano superiore del Palazzo delle Esposizione, a Roma. Il meraviglioso funzionamento del corpo e dei suoi ingranaggi, l'illusione di conoscerne ogni segreto, il confine sottile tra arte e scienza nel desiderio di ricrearne la perfezione, il movimento e l'espressività, canovaccio attorno a cui si sviluppano le tre mostre che inaugurano oggi, in quelle sale sono raccontati con “La meccanica dei mostri”, focus sugli effetti speciali nel mondo del cinema. A partire dal nome di Carlo Rambaldi, il premio Oscar di Vigarano di cui la mostra presenta oltre cento opere e materiali originali, alcuni inediti, che raccontano, attraverso la sua straordinaria carriera, la storia del cinema italiano e internazionale.
tre premi oscar
Le creature di Rambaldi sono un mondo riconosciuto e amato, molti film sono identificati con esse: ET, King Kong e Alien, per dire. E di Alien e di Et, nelle loro diverse versioni, il pubblico troverà l’evoluzione nei disegni e nelle realizzazioni tridimensionali, del gorilla gigante più conosciuto della storia del cinema anche una mano lunga sei metri. Quella mano.
Rambaldi fece fortuna nel cinema americano, e molti registi ebbero la fortuna di essere affiancato da colui che sapeva dar forma e movimento alle loro idee: Steven Spielberg, Ridley Scott, Oliver Stone, Andrzej Zulawki, David Linch. Negli anni americani vinse ben tre premi Oscar.
alto artigianato
Ma già prima di Hollywood Rambaldi era uno dei maggiori esponenti degli effetti speciali in tutto il cinema di genere. Suoi sono i soldati alieni nel film cult Barbarella di Roger Vadim con una giovanissima Jane Fonda. Sua è la paternità del Pinocchio di Luigi Comencini, realizzato in meccatronica e che garantiva alla marionetta movimenti a distanza mai visti per quell’epoca.
La tradizione artigianale italiana e la capacità ingegneristica hanno reso Carlo Rambaldi il maggior esponente della meccatronica negli effetti speciali nel cinema, e la capacità tecnica di rendere realistico qualsiasi personaggio una sua nota distintiva. Con lui gli effetti speciali hanno finito di essere solo trucco scenico e sono diventati parte integrante della narrazione filmica.
capostipite
La mostra racconta la storia di Rambaldi indissolubilmente legata a quella del Cinema mondiale. Sono stati ritrovati tutti i materiali, le annotazioni e le diverse versioni delle sue creature più note. Per l’occasione saranno mostrati al pubblico i bozzetti che hanno portato alla versione definitiva di Et, gli studi su King Kong e molto altro, come i progetti tecnici sulle movimentazioni dei diversi personaggi. La mostra documenta anche le generazioni successive a Rambaldi e, come queste, dopo gli anni del boom del digitale, siano tornate alla meccatronica associata al digitale. Il gruppo Makinarium, tra i più importanti al mondo di questo settore, ha restaurato le opere di Rambaldi in mostra e una sezione documenta il loro lavoro nel cinema oggi.
Esiste una continuità tra il maestro di Vigarano e le tecniche usate oggi per gli effetti speciali. Le tecniche costruttive di alcuni mostri della factory Makinariun hanno incredibili similitudini con le creature che hanno caratterizzato il cinema negli anni Settanta e Ottanta.
Il Corpo al centro
«Al centro delle tre mostre c’è il corpo fisico, materiale e sensibile: questa attenzione alla corporeità è una presa di posizione e antropologica sul valore della fisicità, della materialità e della sensibilità in un tempo dominato dal virtuale e dal tecnologico», chiosa Cesare Pietroiusti, presidente dell’azienda speciale Palaexpo —
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