Viaggio verso l’ignoto le poesie della Mancinelli per “Canoni in-versi”
Ogni viaggio è una piccola conquista verso l’ignoto, serbando ostacoli e chiarori, filo spinato e «radure di foglie». La ricerca poetica di Franca Mancinelli lo confermerà in Biblioteca Ariostea di Ferrara, sabato alle 11, ospite della rassegna “Canoni in-versi”.
L’autrice sarà introdotta da Angelo Andreotti e Giuseppe Ferrara, che incentreranno il dialogo su due sue sillogi in particolare: se nel Taccuino croato (in Come tradurre la neve, AnimaMundi) la Mancinelli raccoglie i lacerti di chi ha vissuto un’esperienza estrema, soffrendo la privazione dell’identità per sfidare la frontiera, in Libretto di transito (Amos, collana A27) ripercorre alcune epifanie del suo cammino interiore.
Non a caso, in entrambe le prove si affida a un versificare che sconfina nella prosa, o meglio, che rifiuta una destinazione definitiva, pur non cedendo mai alla sintassi della logica. L’anima lirica rimane illesa e gli sprazzi si susseguono ciascuno fine a se stesso, come un’eco sono «la voce e i gesti governati dalla frequenza di una stazione non raggiunta».
Nel Libretto si intrecciano le linee più o meno marcate che la guidano a conoscersi, a mettersi alla prova: dalla striscia gialla che separa i viaggiatori dall’attesa del treno, dal timore di cambiare, all’acqua del fiume che copre gli anni, sino all’orizzonte grazie al quale «teniamo la nostra postura». L’appuntamento è appunto sabato all’Ariostea. —
M.B.
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