Archos Quartet a teatro Per ridare vita alla musica del compositore ebreo
Il concerto lunedì sera all’Abbado di Ferrara con brani di Sinigaglia Fiore, violoncellista con la valigia pronta: «Amo suonare e viaggiare»
l’intervista
Samuele Govoni
Francesca Fiore, violoncellista cosentina e componente dell’Archos Quartet, sarà lunedì alle 20.30 al Teatro Comunale Abbado di Ferrara. Il quartetto porterà sotto i riflettori le musiche di Brahms e Sinigaglia. Con lei sul palco ci saranno Filip Jeska e Maria Odvody al violino e Radenko Kostadinov alla viola. In attesa del concerto che segna il debutto della Fiore in città, la violoncellista, racconta alla Nuova una serata che affonda le radici nella storia della musica ma anche del Novecento.
Come nasce il concerto in programma lunedì?
«Il concerto è frutto della collaborazione con il musicologo e biografo Gianluca La Villa. Il nostro primo incontro risale al 2017, in occasione della consegna del premio “Adolfo Betti” per il miglior quartetto d’archi conferitoci al concorso di musica da camera “Virtuoso&Belcanto” di Lucca. La Villa, insieme all’associazione Animando, promotore del premio, ci ha parlato di Leone Sinigaglia, compositore ebreo torinese scomparso durante la Seconda Guerra Mondiale e purtroppo dimenticato. La sua tragica storia ci ha molto colpito, e per questo abbiamo deciso di riportare in vita la sua musica».
Dunque musica e memoria si incontrano sul palco.
«Sì. Al momento siamo l’unico quartetto d’archi ad aver eseguito ed inciso tutte le composizioni cameristiche del compositore. A maggio 2020 uscirà il primo cd con i quartetti d’archi, al quale seguiranno altri 2 album per l’etichetta discografica Naxos. Abbiamo deciso di abbinare questi due grandi compositori per dare luce all’importanza di Sinigaglia nella scena musicale Viennese del suo tempo».
Dieci anni di Archos Quartet, com’è cominciata questa avventura?
«L’Archos Quartet nasce nel 2009 nella Hochschule für Musik di Lubecca dalla grinta e l’ambizione di quattro giovani musicisti. Negli anni il quartetto, che ha studiato anche alla Hochschule für musik di Stoccarda, alla Guidall School of Music and Dramma di Londra e ha avuto come mentori grandi esponenti del panorama musicale come G. Schulz, Heime Müller e Frank Reineke».
Perché avete scelto questo nome?
«Archos deriva dalla parola greca Arché, che per gli antichi rappresenta la forza primigenia che domina il mondo».
Lei è italiana ma vive in Germania, le manca il suo Paese? È già stata a Ferrara?
«Sono nata a Cosenza e ho studiato in Italia, i miei mentori sono stati Sandro Meo ed Enrico Dindo. Mi sono poi perfezionata in Svizzera e in Germania. Non nascondo che a volte la mancanza dell’Italia si sente! Per questo cerco di tornare più spesso possibile, sia per lavoro sia in vacanza. Ferrara? È la prima volta per me e non vedo l’ora di visitarla».
Quando è nata la sua passione per il violoncello?
«Ho iniziato a studiare violoncello quando avevo 4 anni con il metodo Suzuki. Da lì è nata questa grande passione che insieme a dedizione e studio mi hanno portata dove sono adesso. Naturalmente tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il supporto della mia famiglia».
Porta avanti progetti paralleli a quelli di Archos o il quartetto la impegna a tempo pieno?
«Oltre all’attività cameristica col mio quartetto - chiude -, che a dire la verità occupa gran parte del mio tempo, lavoro in diverse orchestre in Italia e in Germania, come l’Accademia Santa Cecilia, il Teatro Regio di Torino e la Gürzenich Orchester di Colonia. Per fortuna mi piace molto viaggiare».
Alle 17 al Ridotto, approfondimento sul tema con Valentino Sani. Ingresso libero. Corso Martiri della Libertà, 5. Info e biglietti: 0532.202675. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
