La fantasia dell’arte di Turola approda in mostra nel Sannio
Oggi a Vitulano inaugura l’esposizione a poche settimane dalla morte Il pittore ferrarese fino all’ultimo si è occupato di curare il catalogo
l’omaggio
L’artista ferrarese Gabriele Turola è morto il 31 agosto nella propria abitazione in via Monti, a Ferrara, all’età di 74 anni. E oggi in Campania apre una mostra che è il primo omaggio all’arte di Turola, nei cui quadri i protagonisti sono spesso personaggi impensabili, dai gatti paffuti trasformati a loro volta in pittori, all’Arca di Noé usata dall’Unesco come cartolina augurale nel 2002. E mostre realizzate nel corso degli anni non solo in Italia, ma in tutto il mondo, da Bruxelles a Tokyo, passando per Barcellona, Berlino e Parigi.
l’esposizione
È il primo importante riconoscimento all'artista Turola è quello che viene realizzato nel Sannio, precisamente a Vitulano (provincia di Benevento), a partire proprio da oggi. Si tratta della mostra che si apre nella sede di Casa Turese Arte contemporanea, dal titolo “La fantasia è la vera realtà”.
Turola ha lavorato fino agli ultimi giorni alla redazione del catalogo nel quale sono pubblicati, insieme con le opere pittoriche, suoi testi e poesie. L'allestimento è composto da una serie di tempere su carta di piccolo formato realizzate tra il 1991 ed il 1997, opere in cui lo spazio si spezza in tanti frammenti e si popola di fiori, pesci, donne, nuvole, lune, stelle, e poi di fari, maschere, divinità, fate, farfalle e, ancora, di uomini con il cilindro, abiti, chiocce, montagne, acque, in una sorta di inventario di sogni.
viva la fantasia
Nei suoi lavori ci sono, spiegano i promotori dell’evento, «triangoli interrotti accanto a cui compaiono figurette disegnate come nei sillabari della scuola elementare. Narrazione e segno, geometria e immagine non sono in contrasto, ma convivono felicemente. Sono fiabe dipinte e della fiaba, o del mito, hanno anche i titoli: “Il vello d'oro”, “Il sogno del mago Houdini”, “La porta del sole”, “Il viaggio del leone”, “Le anime gemelle”». «Nelle sue opere, comunque, c'è qualcosa di felice, di sorridente. E se Sbarbaro diceva “Noi non abbiamo altra felicità che di parole” - scrive Elena Pontiggia nel catalogo -, Turola avrebbe potuto dire “Non abbiamo altra felicità che di forme e colori”». —
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