Foto e video installazione per la riapertura del chiostro di San Paolo
Il primo chiostro del complesso di San Paolo riapre ufficialmente. I tempi per la riconsegna dello spazio alla città sono stati rispettati. Il chiostro di piazzetta Schiatti a Ferrara, al centro di un importante e complesso intervento di restauro, verrà riaperto ufficialmente giovedì pomeriggio. Oggi, questo luogo «antico e moderno allo stesso tempo - come ha detto l’assessore alla cultura di Ferrara, Marco Gulinelli -, risorge dalla povere del passato facendosi soggetto e cornice di nuove idee e proposte».
la riapertura
Il chiostro tornerà accessibile e per celebrare il momento verrà inaugurata giovedì alle 17 la mostra fotografica “Sulla soglia - visioni in chiaroscuro di Ferrara” (nella foto la locandina), che resterà visitabile poi fino all’8 dicembre. In parete alcuni ritratti intimi della città realizzati da Giacomo Brini e la video installazione “Siface” di Andrea Forlani. Affidata all’associazione Riaperture, che con il suo festival fotografico ha proprio l’obiettivo di animare i luoghi rimasti a lungo chiusi, la rassegna offrirà attraverso due sezioni, scorci cittadini, monumenti, palazzi storici ma anche abitazioni comuni. Le immagini saranno a colori e in bianco e nero. «Solitamente al nostro fgestival invitiamo fotografi esterni – ha ricordato Giacomo Brini, presidente di Riaperture –, ma in questo caso abbiamo deciso di esporre noi. Le fotografie saranno infatti, oltre alle mie, di Maria Chiara Bonora, Daniela Calanca, Giacomo Stefani, Claudia Baldassarra e Giorgia Jerace più la video installazione di Andrea Forlani, una vera opera che ha unito l’arte alla ricerca storica rivelando alla città una storia sconosciuta, però molto interessante che lui ha saputo rendere con un grande impatto visivo; il tutto impostato sulla ricerca di una visione esterna ed interna».
L’OMAGGIO
Se le fotografie accompagneranno il visitatore nello spirito e nell’anima di Ferrara, la video installazione lo condurrà in un viaggio nella storia di Giovanni Francesco Grossi detto “Siface”, cantante lirico soprannominato così dopo la sua memorabile interpretazione dell’opera “Scipione l’Africano”; Siface era il personaggio principale.
L’artista, nato nel 1653 in provincia di Pistoia, fu per molto tempo al servizio di Francesco II d’Este a Modena; ottenne successi straordinari soprattutto in Inghilterra e morì assassinato nel 1697 a Vigarano Mainarda mentre tornava da Bologna. Il suo corpo riposa nella sacrestia di San Paolo. La mostra è ad ingresso libero. —
Margherita Goberti
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