La Nuova Ferrara

Torna Marracash e svela se stesso con il suo “Persona”

Alice Castagneri

Musica: nuovo album dopo tre anni di stop «È frutto di un lungo percorso personale» 

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IL COLLOQUIO



Il cuore, i denti, il sangue, il fegato, l’anima: ci sono tanti pezzi di Marracash – anche se sarebbe più corretto dire di Fabio – dentro al disco più atteso dell’anno. Da una parte c’è il personaggio, dall’altra l’individuo; ed è proprio su questo dualismo che si sofferma Persona (che esce domani dopo tre anni di silenzio). Non è un caso, infatti, che la prima canzone citi il monologo più noto del film di Ingmar Bergman, affrontando subito la dicotomia tra ciò che si è per gli altri e ciò che si è per se stessi. «Questo album – racconta Marra – è frutto di un lungo processo personale, i pezzi sono venuti fuori come sangue da una ferita. Per tre mesi mi sono chiuso in casa e non ho fatto altro che scrivere».

Ognuna delle quindici canzoni rappresenta una parte del corpo di Fabio: «Era da anni che avevo quest’idea in mente. Volevo creare un simulacro di me stesso, un po’tipo Frankenstein. Ma per quanto volessi realizzare un disco a mia immagine e somiglianza, di fatto mi sono reso conto che non sarei mai stato io».

Rispetto a Status, che era un lavoro barocco in cui Marra mostrava i muscoli, Persona è più comunicativo. Probabilmente perché – come dice il rapper milanese – «mi sono tolto la maschera per riappropriarmi di me stesso».

C’è tanta carne al fuoco: dal web all’amore fino alla salute mentale. Marracash non nasconde di aver avuto un momento buio, di essere rimasto impantanato in una relazione tossica e di essere andato in analisi. «Gli attacchi di panico e la depressione riguardano moltissime persone, non solo nel mondo dello spettacolo. Non ho problemi a condividere quello che ho passato, perché mi rendo conto che per molti sono una specie di fratello maggiore. Purtroppo questi problemi sono in aumento, ma restano un tabù». Qua e là c’è anche la politica, come nella strofa “L’ignoranza sventolata come bandiera, il sonno della ragione vota Lega”. «Mi sembra incredibile come la gente riesca a resettare cose di pochi anni fa. Mi ricordo bene quando la Lega andò al potere nel 1994. La retorica di Bossi è la stessa di Salvini. Non è cambiato nulla, ma le persone hanno già dimenticato il passato».

Riguardo alle collaborazioni spiega: «Ho chiamato quelli che potevano aggiungere qualcosa alla traccia o che hanno talenti che io non ho». Non mancano gli amici di sempre, Gué Pequeno e Luché. Ci sono poi Coez, Mahmood, Cosmo e Sfera Ebbasta. Ma le canzoni che meritano di essere ascoltate con maggiore attenzione sono quelle con Massimo Pericolo, Tha Supreme e Madame, tre giovani che hanno dato alle tracce un tocco in più.

Il testo che lascia senza fiato, però, è Quelli che non pensano, in cui Marra (con un buona dose di coraggio) campiona uno dei classici del rap italiano, ovvero Quelli che Benpensano di Frankie hi-nrg. «Il non pensare oggi riguarda tutti. Le fake news e la super democratizzazione delle opinioni creano paradossi come No Vax e terrapiattisti, che sono ancora più stupidi di quelli di cui parlava Frankie. Adesso non si analizzano più i pensieri in profondità, è pericoloso».

La qualità di questo disco è altissima. La partita che ha giocato Fabio, stavolta, è davvero di un altro campionato. Un campionato che non riguarda solo il rap, ma che va oltre i generi e le generazioni. –



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