La Nuova Ferrara

Pico, vent’anni dedicati alla storia e alle vite dei Caduti comuni

Pico, vent’anni dedicati alla storia e alle vite dei Caduti comuni

Riparte il ciclo di incontri a cura dell’associazione cittadina Esce un libro sul sottotenente Paruscio morto ad Asiago

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Ricorre quest’anno il ventennale dell’Associazione “Pico Cavalieri” di Ferrara, che ha fatto del recupero della storia la propria mission.

Nel 1999 un gruppo di persone accomunate dalla passione per l’escursionismo, la ricerca storica e la storia del XX secolo, decisero di fondare un’associazione il cui fine fosse soprattutto lo studio, la raccolta e la conservazione di documentazione fotografica, cartacea ed oggettistica inerenti alle due guerre mondiali. In questi anni sono così state organizzate numerose escursioni sui luoghi della Grande Guerra, visite ai musei dedicati e conferenze di autorevoli studiosi e ricercatori. Inoltre, sono state pubblicate diverse monografie e libri tematici ed organizzate e curate mostre espositive in varie sedi nazionali.

L’Associazione, poi, svolge una intensa attività culturale attraverso conferenze ed incontri anche a scopo didattico. E a questo scopo sono importanti le collaborazioni a vario titolo con altre associazioni ed enti e con la Marina militare e l’Aeronautica militare Italiana.

la storia

È consuetudine dell’associazione con sede alla Casa della Patria intitolata allo stesso Pico Cavalieri (in corso Giovecca 165 a Ferrara) organizzare delle serate culturali nel mese di novembre (si parte mercoledì), a ricordo della fine della Prima Guerra Mondiale. E solitamente, nell’ultimo mercoledì del mese (quest’anno mil 27 novembre), viene presentata una pubblicazione curata dall’associazione stessa. Quest’anno viene data alle stampe una monografia del sottotenente Celso Paruscio, nato a Belgioioso (Pv) nel 1882 e morto durante la Battaglia d’Arresto a Cima Ekar, sull’Altopiano di Asiago (Vi) nel 1917.

«Un fortunato caso - racconta Donato Bragatto della Pico - ha messo in contatto la nostra associazione con i discendenti di Paruscio, i quali sono in possesso di un ricco e prezioso fondo di documenti, lettere, cartoline e fotografie riguardanti la vicenda umana e militare di Celso. Nella corrispondenza descrive, con dovizia di particolari, la sua vita al fronte. Di particolare interesse il periodo che si riferisce alla battaglia di fine 1917 sull’Altopiano dei Sette Comuni».

l’incrocio

Il materiale raccolto e custodito con cura dalla sorella di Celso, Giuseppina, con la quale ha trattenuto la maggior parte della sua corrispondenza, è stato tramandato fino ai giorni nostri dalla famiglia. L’incrocio con Ferrara è singolare, perché è arrivato alla Pico attraverso la bisnipote Giulia Talassi, specializzanda della Facoltà ferrarese di medicina. Il legame stato scoperto dal chirurgo Lorenzo Cappellari, che ha poi messo in contatto Giulia con i responsabili della Pico e gli eredi di Paruscio sono stati ben felici di dare il materiale all’associazione ferrarese per la pubblicazione.

«Celso, sottotenente della compagnia mitragliatrici Fiat, cadde vittima, con altri soldati, di un bombardamento l’1 dicembre del 1917, nei pressi di Cima Ekar. Venne tumulato nel piccolo cimitero degli artiglieri vicino alla cima, poi dismesso. Nonostante le ricerche effettuate nel dopoguerra la salma non fu mai ritrovata. La Pico Cavalieri, con i suoi ricercatori, ha ricostruito la sua vicenda, attraverso lo studio dei documenti presenti nel fondo, confrontando date e luoghi con avvenimenti riportati dai testi di storia militare. Portando a compimento il progetto si ricostruisce così una importante microstoria comune al destino di tanti soldati, dimenticati dalla grande Storia, quella con la “S” maiuscola», dice Bragatto.

La pubblicazione a cura della Pico Cavalieri ha ricevuto anche il patrocinio del Comune di origine di Paruscio, Belgioioso, oltre a quello del Comune di Ferrara.

Info: mail a info@picocavalieri.org o visitando il sito www.picocavalieri.org —

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