Come attirano i segreti della città Ritorna in stampa Ferrara segreta
Esce la quinta edizione del volume storico di Sturla Avogadri per Faust L’autore: «L’allontanamento degli Estensi diede il via al decadimento»
la curiosità
Esistono personaggi, eventi, luoghi della storia di Ferrara che risultano sconosciuti ai più, avvenimenti che hanno segnato la vita dei ferraresi nel corso dei secoli, poi dimenticati dalla storiografia. Ci ha pensato Paolo Sturla Avogadri con il libro La Ferrara segreta. Storie che non sai, uscito per la prima volta nel maggio 2014 (Faust Edizioni) e ora alla quinta ristampa dopo tre anni in cui è stato fuori commercio.
L’autore ha raccolto 78 resoconti di fatti realmente accaduti che, guardati dall’ottica dei nostri tempi, risultano tanto assurdi quanto stupefacenti. Si passa dalla sepoltura di papa Urbano III nella Cattedrale di San Giorgio Martire al provvidenziale recupero grazie a Treccani della Bibbia di Borso d’Este, definita “il libro più bello del mondo”, o la nascita del primo film realista ferrarese, Il Baratro. Sorprendente, fra le altre, la vicenda di Ermanno Pungilupo, contornata da una serie di risvolti talmente grotteschi, seppur tragici, da sembrare a primo acchito quasi una burla: un processo iniziato come proposta di beatificazione, dopo 32 anni tramutato in condanna per eresia.
l’autore
Il testo si fregia di un ricco apparato iconografico e della prefazione di Alessandro Roveri, acquisendo enorme valenza storica. Opera figlia della passione dell’autore, nato a Ferrara e figlio d’arte (il padre Antonio fu pioniere del cinema), già corrispondente del cinegiornale “Mondo Libero”, autore di documentari culturali e servizi di attualità per la televisione di mezza Europa, oltre a collaborare ad opere di saggistica con articoli sulla storia medievale, rinascimentale e contemporanea, dagli antichi ordini equestri all’archeologia, cinematografia, fino al turismo enogastronomico. «Questo libro nasce - racconta Sturla Avogadri - grazie alla proposta dell’editore ferrarese Fausto Bassini di raccogliere in un volume questi miei articoli pubblicati nel corso degli anni. Mi sono sempre interessato alla storia ferrarese, anche perché molte delle vicende presenti nel libro sono legati alla storia della mia famiglia».
ferrara capitale?
«La città ha avuto due grandi fortune, la presenza degli Adelardi prima e degli Estensi dopo, famiglie che a distanza di secoli hanno mantenuto vive, facendole poi crescere, le radici antiche e appassionate della cultura e della storia del nostro territorio. Non è certo un caso se dopo l’allontanamento degli Estensi, Ferrara abbia vissuto un periodo di decadimento sociale e culturale».
Colpisce particolarmente la storia di Pungilupo, beato, eretico, insomma un personaggio controverso, che mise in luce le enormi contraddizioni della società di quel tempo, ferrarese e non solo. «Sono stati in molti a scrivere delle sue vicende (anche se con differenti sfumature), storici e letterati, vedi Guarini, Dino Tebaldi o il monsignor Antonio Samaritani. Venne deciso di santificare Pungilupo ma successivamente per un ordine cavalleresco, quello dei Cavalieri Gaudenti - del quale io faccio parte tuttora come commendatore -, si fecero indagini dopo la sua morte, agli albori del Trecento. Venne scoperto che era un eretico e le sue ossa furono asportate da dove vennero messe dopo la sua beatificazione, nella Cattedrale cittadina accanto alla tomba di papa Urbano III. Oggi, come allora, questa vicenda ci racconta che si prendono continuamente delle grandi cantonate...». —
Gian Piero Bruno
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