La Nuova Ferrara

Ferrara e il cinema Così i registi hanno ridisegnato la mappa della città

Samuele Govoni

Venerdì al Boldini incontro dedicato a corso Ercole I d’Este Gulinelli: «Iniziativa di valore storico, artistico e turistico»

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La neve ad agosto a Ferrara si è vista una volta sola, nel 1970. Fu Vittorio De Sica a portarla. I termometri segnavano trenta gradi e allora come oggi si aspettava la sera per tirare fiato ma, il cinema, non sempre tiene conto delle stagioni. Per la produzione doveva essere inverno e in corso Ercole I d’Este, si girava in cappotto lungo la strada imbiancata. Anche ad agosto. Per tutti gli spettatori del mondo, ferraresi inclusi, in città quella sera c’era la neve. È stato il cinema a deciderlo e in chi ha assistito alle riprese resta un ricordo quasi magico di quel momento.

«Io c’ero e - afferma Carlo Magri, esperto di cinema - non potrò mai dimenticare quel momento. Arrivavo in bicicletta e vedevo gli attori che si mettevano sciarpe e cappotti per girare la scena e non appena finito il ciak, accaldati, ridavano gli abiti ai costumisti». Degli ambienti e delle atmosfere il cinema restituisce quello che vuole restituire e, a posteriori, è interessante scoprire cosa ne è (o ne è stato) dei luoghi amati e immortalati dai registi.

L’INIZIATIVA

Venerdì al cinema Boldini di Ferrara si terrà “Luoghi meravigliosi di Ferrara nella storia e nel cinema”, primo incontro organizzato per raccontare ai ferraresi quanto la città è stata importate per la settima arte. Nel corso del pomeriggio (inizio ore 17, ingresso gratuito), introdotto dall’assessore alla cultura Marco Gulinelli, Francesco Scafuri e Riccardo Modestino si concentreranno su corso Ercole I d’Este, la via più bella d’Europa. Le parole saranno intervallate da una selezione video curata da Magri. A questo primo appuntamento ne seguiranno altri, uno a febbraio e uno a marzo, in cui ci si concentrerà prima sul Castello Estense (e dintorni) e poi su piazza Ariostea. Obiettivo dell’evento è quello di condividere con la cittadinanza un patrimonio enorme ma ancora, difficile da credere, estremamente poco conosciuto. «Abbiamo scelto di concentrarci su singoli luoghi per non essere dispersivi. Alla sala Boldini - spiega Scafuri, storico - intrecceremo aspetti architettonici, storici e cinematografici». Attraverso i filmati di Magri, che mescolano film, documentari e riprese televisive, sarà possibile vedere e questo permetterà di entrare ancora di più “nella parte”.

CINE-TURISMO

Che questo ciclo di incontri sia l’anticamera ad un percorso cine-turistico a tutti gli effetti? La speranza c’è. «Brescello con don Camillo ha due musei, Ragusa con Montalbano ha i suoi itinerari, e noi? Ferrara ha ospitato set importantissimi ma pochi lo sanno. Ho progettato - spiega Magri - un sistema a Qr code che consentirebbe, con un semplice clic dello smartphone di individuare cosa in quella strada, piazza o palazzo è stato girato». Lo strumento ha bisogno di essere affinato ma il “pilota” c’è. Anche una più tradizionale segnaletica dei luoghi del cinema, però, sarebbe già un passo avanti. Trovare una specie di pannello esplicativo laddove sono state girate scene di Ossessione, Cronaca di un amore, La lunga notte del ’43, Al di là delle nuvole e Gli occhiali d’oro, solo per citare alcuni capisaldi, sarebbe interessate.

RINASCIMENTO

Non solo conferenze ma anche escursioni tra le mura, e fuori. Il Garden Club, infatti, organizzerà vere e proprie escursioni, anche nel Delta del Po, per riattraversare territori e set mitici. «Questo progetto mette insieme due aspetti identitari per la città: la storia e il cinema. Credo - aggiunge l’assessore Gulinelli - che attraverso di esso sia possibile valorizzare il territorio anche da un punto di vista turistico. La città ha bisogno di confrontarsi con se stessa, di riscoprirsi. Ferrara è stata culla del Rinascimento anche nel cinema e non dobbiamo dimenticarcelo». —



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