La tragedia di Noe Ito Nell’opera di Soriano la ricerca diventa romanzo
Nella Tokyo devastata dal terremoto del 1923 si sviluppa drammaticamente la lotta tra potere e anarchismo
Spaziando dalla nonviolenza al pacifismo, sino all’insurrezionalismo rivoluzionario, i movimenti anarchici sono sempre stati una risposta radicale all’ordine costituito; ordine a cui si opponevano per abolirne l’esercizio del potere sugli individui.
Francisco Soriano si è occupato a lungo dell’anarchismo in Giappone e di quello che ha conquistato rispetto a un sistema tradizionalista tanto secolarizzato da scadere sotto il peso delle contraddizioni. E il suo nuovo libro, Noe Itō (Mimesis), lo racconta in modo singolare, riscrivendo le sue ricerche come fossero un romanzo: l’autore lo presenterà oggi, alle 18, alla libreria Altrove, con Rossella Renzi.
Soriano si focalizza su un periodo della storia giapponese segnato dalla catastrofe del 1923: un terremoto di magnitudo 7. 9 distrusse Tokyo e dintorni, sterminando tra le 100 e le 140mila persone. Il tragico evento divenne il pretesto per dare la caccia a tutti coloro che non andavano bene al governo, quasi ne potessero essere la causa, e la polizia militare cominciò a perseguitare dissidenti politici e stranieri. L’ultima parte del libro, in particolare, approfondisce la vicenda di una donna esemplare, la stessa che dà il titolo al libro.
Il cono d’ombra si stringe intorno a Noe Itō, che a seguito di un rastrellamento fu uccisa barbaramente dalle autorità insieme al suo compagno e a suo nipote. Noe Itō aveva i suoi ideali, i suoi compagni di via, il suo modesto quotidiano: dopo i brillanti studi superiori in storia, letteratura e lingua inglese, e dopo essersi emancipata con fatica dal ricco proprietario terriero al quale la famiglia poverissima l’aveva promessa, si era inserita nella redazione di una rivista piuttosto scomoda, che difendeva apertamente i diritti delle donne.
L’attualità dell’azione intellettuale di Soriano, che mette in luce chi si sacrificò per l’uguaglianza sociale, per migliorare la vita altrui a scapito della propria, non è scontata in un’Italia che subisce le minacce alla senatrice Segre poiché continua a opporsi in virtù della giustizia alle discriminazioni razziali e alla prepotenza istituzionale. —
M.B.
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