Noia questa sconosciuta «Complici da sempre nella vita e sul palco»
Solenghi e Lopez stasera aprono la stagione alla Pandurera di Cento Cavalli di battaglia e novità, così lo show del duo supera le 200 repliche
L’INTERVISTA
Tullio Solenghi e Massimo Lopez condividono le luci della ribalta da tutta una vita. Palcoscenici, programmi televisivi, studi radiofonici. I due hanno scritto, prima con il Trio (composto da loro e dalla compianta Anna Marchesini), poi come solisti e come coppia, pagine importanti nella comicità italiana.
«Io e Massimo - racconta Solenghi -viviamo nello stesso condominio, la nostra complicità è nata sulla scena ma si è affinata nel corso degli anni anche nella vita di tutti i giorni». Massimo Lopez e Tullio Solenghi show farà tappa oggi alle 21 alla Pandurera di Cento (via XXV Aprile). Lo spettacolo, che arriva nella città del Guercino dopo più di 200 repliche e 70mila spettatori, aprirà la nuova stagione teatrale del Borgatti.
Solenghi, è lo show dei record. Quando avete messo in piedi lo spettacolo vi aspettavate un risultato simile?
«Sinceramente no, questa accoglienza ha stupito anche noi. Al di là del numero delle repliche, è la quantità di pubblico che abbiamo avuto e continuiamo ad avere che ci lusinga. Quasi tutte le serate sono state sold out, con sedie aggiunte e liste d’attesa. La gente a fine spettacolo esce soddisfatta, entusiasta e felice di aver trascorso una bella serata. Questa per noi è una grande soddisfazione».
Duecento repliche. Come si fa a non cadere nella routine?
«Nel nostro caso penso che aiuti moltissimo il fatto di essere sodali anche fuori dalla scena. Siamo amici da una vita e ogni sera sul palco c’è un ammiccamento, una risata tra noi, magari impercettibile per il pubblico, che tiene alta quella vibrazione necessaria per dare e provare divertimento».
È cambiato lo spettacolo nel corso dei mesi?
«Sì, non stravolto, ma qualcosa di nuovo c’è. Abbiamo aggiunto delle scene e si è allungato di quasi venti minuti rispetto all’inizio. Ogni occasione è buona per sperimentare e provare nuove battute; poi capiamo che ci dobbiamo dare una regolata perché sennò non si andrebbe più a casa. Per noi la routine c’è, ma al contrario: più stiamo insieme e più troviamo cose da dire e da fare per combattere l’abitudine».
Che cosa deve aspettarsi la gente che viene a teatro?
«Profumo di casa. Chi viene a vedere lo spettacolo ricordando il Trio, ritroverà nell’aria quell’odore di minestrone ricco e saporito che ben conosce. Lo spettacolo non ha un filo conduttore definito, personaggi e scene si accavallano e collegano tra loro. Una battuta tira l’altra e dà addito alla successiva».
In più ci sono i musicisti.
«Esatto, cinque, e sono in scena con noi. Questa è una novità nei nostri spettacoli che, non solo, fornisce un accompagnamento costante allo show, ma ci permette anche, purtroppo o per fortuna, di cantare».
Vi spaventava l’idea di tornare in scena come duo, dopo tutto quello che ha rappresentato il Trio?
«No, anche se è sempre una scommessa tornare sotto i riflettori con una veste diversa. Contavamo sullo zoccolo duro e sul fatto che sapevamo di non tradire o deludere il pubblico. I risultati ci hanno dato ragione, anzi, sono andati al di là delle nostre aspettative». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
