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FERRARA - L’ANTICipazione 

De Nittis, oltre ai quadri spazio alle fotografie E una sala per le scuole

Margherita Goberti
De Nittis, oltre ai quadri spazio alle fotografie E una sala per le scuole

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Dall’1 dicembre al 13 aprile 2020 Palazzo dei Diamanti ospiterà la mostra dedicata a Giuseppe De Nittis. Si articolerà secondo un percorso innovativo, originale frutto di uno studio attento e approfondito come ha sottolineato l’assessore alla cultura Marco Gulinelli, ieri al Cinema Boldini, durante l’incontro sulla mostra riservato a presidi, dirigenti scolastici e docenti di Ferrara e provincia.

«Per questa mostra – ha annunciato Maria Luisa Pacelli di Ferrara Arte –, abbiamo realizzato anche un album fotografico per i ragazzi che potrà servire loro per realizzare i “loro” elaborati. Sempre per gli studenti è stata riservata una sala con alcune opere dell’artista, dove insieme agli insegnanti potranno svolgere una sorta di laboratorio per poter meglio cogliere il valore ed il significato del grande artista italiano».

la curiosità

In mostra, infatti, fin dalle prime sale, accanto ai quadri di De Nittis potremo vedere una carrellata importante di fotografie d’autore, che richiamano il soggetto dipinto dal pittore, quasi a creare un dialogo fra chi ha fermato l’immagine con i colori e chi con l’obiettivo. L’accostamento non certo improvvisato deriva in realtà sia dai numerosi legami alla fotografia - che proprio in quell’epoca stava rivoluzionando la pittura -apparsi nelle recensioni alla sua arte, sia perché De Nittis era considerato il pittore dall’occhio fotografico. «La foto a volte si fa pittorica – ha aggiunto Pacelli–, ma spesso è la pittura che si serve della fotografia per rendere alcune suggestioni».

A conferma di questa peculiarità di Nittis, la curatrice Barbara Guidi ha ricordato che alla sua morte prematura avvenuta a Parigi a soli 38 anni, la moglie nel fare un inventario dei suoi numerosissimi beni, scoprì che aveva un contenitore con un centinaio di foto di soggetti diversi e, soprattutto, un atelier mobile, ovvero una carrozza con la quale si muoveva per strada cogliendo dal finestrino un attimo, un’immagine fugace, mutevole e delimitata. Un esempio di questa tecnica è visibile in una marina presente in mostra, ritratta da una finestra che fa da cornice al paesaggio.

Le opere scelte per le prime sale sono piccoli studi di nuvole, marine che dialogano con fotografie altrettanto descrittive, poi accanto ai quadri più importanti ci sono anche tavole realizzate durante un viaggio in Italia, quando nel 1872 il Vesuvio ebbe un risveglio dell’attività eruttiva e De Nittis realizzò 50 tavolette riprendendo il vulcano in tutte le sue sfaccettature, visibili in mostra. —

Margherita Goberti

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