Il mito di Fetonte raccontato attraverso 47 tele recuperate
Prolungata l’esposizione a cura della Pro Loco, dedicata alla nascita del fiume Po Il progetto nasce dal censimento dei lavori donati per 25 anni alla sala Orsatti
Narra il mito, la storia del giovane Fetonte, figlio di Helios e dell’oceanina Climene, precipitato nel letto del Po cadendo dal Carro del Sole, le cui sorelle vennero trasformate in pioppi, e che da allora non hanno più abbandonato le rive della tomba del fratello. Da un’idea della Pro Loco di Pontelagoscuro, in collaborazione con il Comune di Ferrara, il mito di Fetonte torna nel Ferrarese nella mostra “Fetonte e dintorni”, iniziata il 16 ottobre e da domenica scorsa prolungata sino agli inizi di dicembre.
«La mostra nasce dalla necessità di far conoscere alla cittadinanza il patrimonio artistico proveniente dalla raccolta d’arte del Centro Civico di Pontelagoscuro». Come racconta il presidente Giovanni Pecorari, dal 1990 al 2014 la sala Nemesio Orsatti - allora gestita dalla Circoscrizione Zona Nord - ha ospitato numerose esposizioni di artisti contemporanei, locali e non, i quali si impegnavano, a termini di regolamento d’uso dello spazio espositivo, a donare una loro opera. Quando la sala è passata sotto la gestione della Pro Loco, nel 2015, i soci si sono trovati davanti a un patrimonio di circa 270 opere non censite, custodite nei locali del Centro Civico, in parte esposte negli uffici, in parte lasciate a deperire in locali inaccessibili.
il critico
In qualità di promotori e valorizzatori del patrimonio culturale locale, un simile spreco non poteva passare inosservato. È così che l’anno scorso, grazie alla mobilitazione tramite La Nuova Ferrara di Lucio Scardino, noto esperto d’arte ferrarese e curatore di tante mostre ospitate in tale spazio espositivo, il Comune ha deciso di avviare le pratiche per il censimento delle opere, oggi recensite nei tre cataloghi della raccolta. Una volta censite, occorreva però dare nuova vita quantomeno a una parte di quell’enorme patrimonio che rischiava di essere dimenticato. Così, grazie allo stesso Scardino, è nata l’idea di dedicare la mostra proprio a quel Fetonte che aveva dato vita al fiume Po, e a cui sono state dedicate 47 opere della collezione.
gli eventi
Sotto la guida di Arianna Fornasari, curatrice del progetto, è iniziato così un percorso che da gennaio ha previsto l’organizzazione di mostre ed eventi tutti legate a Fetonte. Attraverso lo stile eterogeneo degli artisti contemporanei ospitati, i visitatori possono scoprire una nuova rivisitazione di un mito tanto caro a Pontelagoscuro, paese per la quale il Po ha sempre rappresentato un protagonista fondamentale della sua storia. «È sempre bello vedere il grande interesse con cui i ragazzi delle scuole si sono affacciati alla mostra - racconta Marcella Mascellani, socia Pro Loco -, è qualcosa a cui noi teniamo particolarmente, perché ci piace credere che qualcuno di quei bambini proprio grazie a queste visite svilupperà un talento per l’arte. Infatti, per noi l’interesse dei giovani è il più grande traguardo che possiamo raggiungere». —
Ines Ammirati
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