La Nuova Ferrara

a bologna 

In parete gli Sguardi sulla pittura Si rivede un dipinto del Guercino

Maria Cristina Nascosi

Alla Galleria Fondantico esposte l’opera “Due cherubini” del maestro centese  e un inedito del ferrarese Ricci allievo dello Scarsellino

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Da oltre 5 lustri a Bologna, come ogni autunno, alla prestigiosa Galleria Fondantico – responsabile e curatrice Tiziana Sassoli –, viene organizzato “Incontro con la pittura”, appuntamento imperdibile per collezionisti, studiosi e/o semplici appassionati d’arte antica: quest’anno l’esposizione riguarda il tema “Sguardi sulla pittura. Dipinti dal XVI al XIX secolo”. Nella sede di Casa Pepoli Bentivoglio nel cuore di Bologna, in via de’ Pepoli 6/E, saranno esposte circa trenta opere – tra dipinti e disegni – eseguite da importanti maestri attivi a partire dalla seconda metà del ’500, come Lorenzo Sabatini, detto Lorenzino da Bologna, autore di una tela destinata a un committente colto ed esigente con San Girolamo in preghiera, e Denijs Calvaert, originario di Anversa, che proprio con Sabatini lavorò tra il 1572 e il 1574 nella sala Regia in Vaticano, prima di rientrare definitivamente a Bologna dove poi concluse l’Adorazione dei pastori in mostra.

In apertura del ’600 si colloca la Madonna con il Bambino di Francesco Albani, colui che, fra gli allievi di Annibale Carracci, seppe mantenere più a lungo una sensibilità per il dato naturale che lo porta a intenerire gli incarnati e a conferire ai suoi personaggi una fresca e spontanea affettività.

La Scuola Ferrarese, presente al livello più alto, è rappresentata da Camillo Ricci, l’allievo più noto e documentato dello Scarsellino, di cui si espone un inedito dipinto raffigurante la Cena in Emmaus.

il guercino

Esempio dello stile tardo di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino è la tela, appartenuta alla famiglia di Lady Diana, con “Due cherubini”, in origine collocata sopra la pala con San Luca Evangelista che dipinge la Vergine col Bambino, eseguita dal maestro centese tra 1651 e 1653 per l’altare maggiore della chiesa di San Francesco a Reggio Emilia (oggi al Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City). Il Guercino fu anche abile disegnatore, come dimostra il foglio a penna e inchiostro, “Due figure di profilo”.

Oltre a tre opere di Donato Creti, portavoce di un sofisticato eloquio classicista, si passa alle due grandi tele di Francesco Lavagna, tra i protagonisti della natura morta napoletana di inizio ’700. Notevole nel contesto una mèta-mostra, mostra nella mostra, dedicata all’arte dei fratelli Ubaldo e Gaetano Gandolfi, pittori bolognesi di fama internazionale attivi nella seconda metà del XVIII secolo, dei quali si espongono ben dodici lavori.

La mostra inaugurata sabato scorso resterà aperta fino al 21 dicembre, orari dal lunedì al sabato 10-13 e 16-19. —

Maria Cristina Nascosi

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