Cucinotta al Nuovo «Il teatro? È come rinascere a 50 anni»
“Figlie di E.V.A.”, tre donne portano la vendetta sul palco L’attrice: raccontiamo fatti reali e il pubblico coglie l’ironia
Il teatro? Un’esperienza bellissima che vivo da principiante. Il modo di recitare è diverso rispetto al cinema e alla televisione; cambia tutto. Le gambe hanno ricominciato a tremarmi. Salire sul palco è stato come rinascere a cinquant’anni».
Maria Grazia Cucinotta parla col sorriso. È in viaggio, la tournée di Figlie di E.V.A., lo spettacolo che domani sarà al teatro Nuovo di Ferrara, è appena ripartita e la voglia di tornare a girare l’Italia attraverso i teatri è tanta. «La scorsa stagione abbiamo fatto settanta repliche, praticamente tutte sold out e - racconta - anche questi ultimi spettacoli sono andati benissimo tanto che, anche se saremo in scena fino ad aprile, stiamo già pensando a una terza stagione per il 2020/2021; le richieste non mancano e ne siamo felici».
LO SPETTACOLO
“Figlie di Eva” racconta la storia di tre donne (Cucinotta, Michela Andreozzi e Vittoria Belvedere) che nonostante le diversità abissali che le dividono, si trovano unite per vendicarsi dell’uomo che le ha fatte soffrire. Dalla comunione di intenti, però, nasce anche un’amicizia. Figlie di E.V.A. è la storia di una solidarietà ma anche della condizione femminile, costretta a stare un passo indietro ma capace, se provocata, di tirare fuori risorse geniali e rimontare vincendo in volata.
«Io interpreto una donna totalmente diversa da me, si chiama Elvira, e nella vita è sempre stata abituata alla vita comoda. È viziata, superficiale e ricca dalla nascita - spiega la Cucinotta - Ha sempre pagato per risolvere i problemi. Questa volta però il denaro non basta e ha bisogno di un paio di complici... donne». L’uomo di cui le tre si vogliono vendicare è un politico spregiudicato, corrotto e doppiogiochista, candidato premier delle imminenti elezioni, che le ha usate a vario titolo e poi gettate come carta straccia. «È una commedia sì, ma attraverso un testo che fa ridere e diverte il pubblico - prosegue l’attrice - raccontiamo storie e atmosfere reali. La gente si diverte e ride proprio perché ritrova delle verità nella storia che portiamo sul palco».
Le tre, dopo aver tentato di vendicarsi (senza successo) singolarmente, fanno quadrato e ingaggiano un giovane, bellissimo e sprovveduto attore squattrinato e come tre streghe usano tutti i loro trucchi per trasformarlo ne “l’uomo perfetto”: lo istruiscono, lo sistemano e lo preparano, fino a fare di lui un antagonista politico così forte da distruggere il cinico candidato premier proprio sul terreno in cui si sente più forte: la politica.
TEATRO AMORE MIO
«Questa per me è la prima esperienza a teatro e sono felicissima di aver trovato una gruppo così forte che mi sta dando e insegnando tanto. Non è vero - aggiunge la Cucinotta - che recitare in teatro è come farlo in televisione o al cinema, cambia tutto. A cinquant’anni mi sento una principiante, provo gli stessi timori e le stesse paure degli inizi ed è bellissimo. Ho iniziato questo percorso con le persone giuste».
Figlie di E.V.A., che il 4 aprile tornerà da queste parti (sarà in scena al teatro dei Fluttuanti ad Argenta), è scritto da Michela Andreozzi e Vincenzo Alfieri e diretto da Massimiliano Vado. Tra una replica e l’altra, una notte in hotel e un palco teatrale, la Cucinotta sta anche finendo di lavorare al film “3+1 giorni per innamorarsi” di Benedetta Pontellini con Marco Bonini e Myriam Catania. —
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