«Il papa ha spaventato la parte conservatrice»
Il vaticanista Politi a Ferrara con “La solitudine di Francesco” Nel nuovo libro l’autore indaga sul lato oscuro della Chiesa
A cinque anni dalla pubblicazione di Francesco tra i lupi. Il segreto di una rivoluzione, Marco Politi torna a scrivere nuove pagine della storia del papa rivoluzionario ne La solitudine di Francesco: un papa profetico, una Chiesa in tempesta. Il nuovo volume, edito da Laterza, verrà presentato oggi alle 17.30 alla libreria Ibs+Libraccio di Ferrara. L’incontro è il primo del ciclo “Conversazioni. Il tempo dell’ascolto”, rassegna realizzata in collaborazione con Confcooperative Ferrara.
L’AUTORE
Marco Politi è uno dei maggiori esperti di questioni vaticane. Nel 2004 con un’intervista al cardinale Ratzinger ha prefigurato la sua elezione al trono papale e prima di diventare editorialista per Il fatto quotidiano, è stato vaticanista per Repubblica per una ventina d’anni. Gli esordi, però, furono al Messaggero per la cronaca estera.
«Ricordo ancora bene quel periodo - racconta Politi -, era il 1972 e il mio collega Ruggero Guarini, incaricato allora della cronaca vaticana, aveva pubblicato un articolo sulla religiosità romana che non era piaciuto molto al Vaticano; lui venne spostato alla cultura e chiesero a me di prendere il suo posto. In quegli anni - sottolinea Politi - lo Stato del Vaticano poteva ancora esercitare pressioni sul giornale, nonostante il direttore cercasse sempre di più di continuare la sua linea laica». Così, arricchito dalle sue precedenti esperienze, il giornalista si affaccia al mondo del Vaticano con l’occhio indagatore del corrispondente di politica estera, pronto ad analizzare gli intrecci politici ed economici nel cuore di uno dei più importanti organismi internazionali, le cui influenze toccano ognuno dei cinque continenti.
PAPA FRANCESCO
La rivoluzione portata avanti da papa Francesco, che in questi anni di tempesta e scandali sta cercando di contrastare le cose che non vanno nella Chiesa, smascherando tanto di ciò che fino a pochi anni fa sembrava impensabile e indicibile. «Francesco - prosegue Politi - è riuscito a disorientare e spaventare la parte più conservatrice della Chiesa, presentando una Chiesa nuova, lontana dall’autoritaritarismo di una Chiesa che scomunica i propri fedeli. La sua è una Chiesa che accompagna le persone e che parla il linguaggio della misericordia di Dio, dove tutti possono essere accolti e prendere parola». L’inclusione dei migranti, le azioni concrete decise per contrastare pedofilia e abusi sessuali, sono solo alcuni esempi della lunga lista dei motivi che portano a quella che il vaticanista definisce la “solitudine del papa”.
NUOVI SCENARI
«Da tempo ormai siamo di fronte ad un processo di secolarizzazione e di allontanamento dalle strutture ecclesiastiche dei fedeli che vanno via via diminuendo in numero. Ciò non dipende da Francesco, è un processo che va avanti da tempo. Il papa - conclude lo scrittore - deve prenderne atto per poter continuare la sua missione che è il bene della comunità, di quella che già Benedetto XVI voleva diventasse una “minoranza attiva”».
Politi nell’incontro di oggi dialogherà con Andrea Mainardi. —
Ines Ammirati
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