La Nuova Ferrara

DOPO LA PROPOSTA 

Internazionale tutto l’anno «Al lavoro per un presidio culturale permanente»

Samuele Govoni
Internazionale tutto l’anno «Al lavoro per un presidio culturale permanente»

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Il festival Internazionale a Ferrara si era concluso da un paio di giorni quando Michele Ronchi Stefanati, docente e ricercatore ferrarese, lanciò la proposta di organizzare “Internazionale tutto l’anno”: una rassegna con incontri, presentazioni e approfondimenti capace di coinvolgere non solo il centro cittadino ma anche il territorio al di fuori delle mura estensi. Alla proposta, pubblicata dalla Nuova il 10 ottobre scorso, hanno fatto seguito non poche dimostrazioni d’appoggio e sostegno da parte del mondo della cultura.

REAZIONI e obiettivi

Il direttore di Internazionale non ha escluso una partecipazione all’iniziativa da parte della rivista a patto che sia il Comune, in sinergia con una o più associazioni del territorio a farsi carico dell’organizzazione. L’assessore alla cultura, Marco Gulinelli, ha parlato di «lettera intelligente che merita una risposta esauriente» e Alice Bolognesi, presidente di Arci Ferrara, ha aggiunto: «Sarebbe bello pensare ad una serie di approfondimenti sulla scia degli argomenti trattati nell’ambito della tre giorni».

Da quella proposta è passato un mese. L’entusiasmo e la voglia di organizzare quello che, a tutti gli effetti, si pone come presidio culturale permanente, non è svanito.

«In attesa che le istituzioni ci diano una mano - afferma Ronchi Stefanati -, noi ci stiamo muovendo per realizzarlo lo stesso, dal basso, come cittadini, con o senza le istituzioni, with or without you, come cantavano gli U2. Presto ci saranno novità. Se poi le istituzioni vorranno unirsi, tanto meglio. Il mio messaggio per loro è: realizzeremo un presidio permanente di cultura diffusa sul territorio, non solo nel centro di Ferrara, ma nei paesi, nei luoghi marginali, nei luoghi di lavoro, di cura, di istruzione; care istituzioni, cara Internazionale, ci state? Volete farlo con noi? La cultura deve arrivare dove di solito non arriva. Non deve essere per i pochi, deve essere per i molti, per tutti».

Sui temi che si potranno affrontare il docente non si sbottona e aggiunge: «È presto per parlarne ma le idee sono molte e stanno prendendo forma. A primavera arriveranno novità. Il mio sogno, per dare l’idea con un evidente paradosso, è portare Obama a Gorino. È questo il genere di incontri che va fatto: puntare a incontri con scrittori, studiosi, artisti, musicisti, politici di qualità e di livello internazionale. La storia ci dice che Ferrara è sempre stata una città internazionale, deve tornare ad esserlo». —



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