Sport e tanto allenamento per fermare la malattia L’esempio di Testi in un libro
Venerdì viene presentato il volume del professore di educazione fisica «È importante reagire, ne vale la pena anche per un solo giorno in più»
il racconto
Nella sua vita ha affrontato tante battaglie, da quelle sportive (era un decatleta, il top fra gli sportivi) a quelle sociali (contro la centrale turbogas), ma l’ultima arrivatagli fra capo e collo nel 2016 è di certo la più dura. Ma la tempra di Mario Testi, insegnante di educazione fisica oggi 63enne (di ruolo al Roiti, ma ha preso l’aspettativa per curarsi), è tale che è diventato un esempio di come reagire alla malattia. Da più parti gli è stato chiesto di raccontare la sua storia ed ecco il libro Inciampare nel cancro e rialzarsi. La filosofia del decathlon come efficace adiuvante alle cure mediche per ostacolare il male (Faust edizioni), che sarà presentato la prima volta venerdì alle 17 a palazzo Crema, in via Cairoli a Ferrara.
la malattia
«La diagnosi mi è stata fatta il 6 settembre 2016: mi sono iscritto alla lotteria della sfiga e ho vinto il primo premio - racconta Testi -. Mi è caduto il mondo addosso, ma pensare che la parola tumore volesse dire morte o rassegnazione mi disturbava tantissimo. Il primo step è stato capire che si deve sdrammatizzare la parola cancro, il secondo che si deve reagire, ricostruendo un po’ tutto, famiglia, vita, parte psicologica ma anche quella fisica. Quando il professor Cuneo, amico da anni, mi ha detto dalla malattia ho dovuto superare l’impatto di avere accorciato all’improvviso i miei orizzonti. Ma mi son detto che pure un giorno di più di vita avrebbe giustificato i miei sforzi e ho iniziato ad allenarmi».
lo sport
Ed ecco che è diventata simbolo la foto di Testi che fa esercizi fisici nell’ambiente isolato dove è rimasto 20 giorni ciascuna delle due volte in cui è stato sottoposto a trapianto di midollo. «E alla sera - racconta -, mi allenavo nei corridoi dell’ospedale e nella mia camera un’ora e più al giorno, con la musica nelle cuffie a farmi compagnia (anche le canzoni della band The Dice, composta dai suoi due figli, ndr). Ero triste nel vedere persone malate come me, anche molto più giovani, rassegnate e immobili nei loro letti. Ma qualcuno mi ha imitato e immagino le risate del personale nel vedere quello che facevo...».
i risultati
Ebbene, i miglioramenti si sono visti: «Intanto ho avuto in pochissime occasioni il rigetto e poi mi testavo con il cardiofrequenzimetro ed era evidente la reazione del fisico al bombardamento a cui era sottoposto. Per carità, il mio libro non vuole avere valenza scientifica, però lancio un messaggio, a non mollare, a reagire alle avversità, cercando sempre di superare i propri limiti».
E visto che in questi tre anni Testi si è dedicato allo sci, al ciclismo, alla vogalonga con l’amico (ed ex campione) Daniele Scarpa, oltre alla corsa. Ma proprio l’uscita del libro e il racconto della malattia lo ha costretto a dire la verità al padre 90enne: «Sapeva che mi sottoponevo a terapie all’ospedale, ma non conosceva la gravità della malattia e finché mi vedeva fare sport era tranquillo».
Il volume (in uscita proprio venerdì), oltre a fotografie di ieri e di oggi di Testi, vi sono importanti patrocini (in primis la Fidal) e i messaggi di campioni sportivi come John Kirwan, Manuela Levorato, Massimo Magnani, Orlando Pizzolato e Scarpa. —
D.B.
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