La Nuova Ferrara

Musica che si vede Dalla luce al buio andata e ritorno

Samuele Govoni
Musica che si vede Dalla luce al buio andata e ritorno

Picco al Teatro Comunale con un’esibizione sensoriale E oggi il pianista presenta il suo “Sebastian” in libreria

3 MINUTI DI LETTURA







Domani a Ferrara torna il “Blind date”, un concerto che è più di un concerto, è un viaggio in musica dalla luce al buio e ritorno. A guidare il pubblico in questo percorso sarà Cesare Picco, pianista che da dieci anni collabora con Cbm Italia Onlus, realtà che opera nel nei Paesi del Sud del mondo per prevenire e curare cecità e altre forme di disabilità.

CONCERTO AL BUIO

Picco accompagnerà il pubblico in un percorso sensoriale. Nota dopo nota le luci si abbasseranno sempre più fino a spegnersi completamente per poi rialzarsi gradualmente. In quel momento nulla, se non la musica improvvisata dal pianista, si sentirà all’interno del teatro. «Dopo cinquanta “Blind date” l’emozione non passa perché - racconta Picco - ogni sera è diversa. Non c’è un copione, non c’è una partitura fissa. Dipende dallo stato d’animo del momento ed è questo che rende unico ogni concerto, sennò si tratterebbe semplicemente di un’esecuzione ma non è questo il senso del “Blind date”». Il concerto, che si terrà alle 21 al Teatro Comunale Abbado (corso Martiri della Libertà, 5) sarà ad ingresso libero previa prenotazione sul sito www.cbmitalia.org. Il ricavato della serata andrà appunto in beneficenza, a favore delle attività umanitarie e delle iniziative della Onlus.

IL ROMANZO

Gli appuntamenti con Cesare Picco, però, sono due. Al di là del concerto di domani, il pianista, presenterà oggi alle 18 il suo romanzo. All’Ibs+Libraccio (piazza Trento e Triste) il musicista e scrittore parlerà di “Sebastian” (ed. Rizzoli) un libro che mescola biografia e fiction e che racconta la vita di Johann Sebastian Bach da una prospettiva diversa, che nessuno aveva mai raccontato prima: l’adolescenza. «Era molto tempo che avevo in mente questa storia. Mi interessava dare di Bach un’immagine diversa. Lo conosciamo unicamente come saggio e burbero compositore ma ci dimentichiamo che anche lui è stato ragazzo. Qualcosa si sa della sua vita ma - racconta Picco - ci sono due settimane di “buco totale” ed è su quelle che mi sono concentrato». È l’estate del 1698 e tra due studenti, uno è Bach, nasce un’amicizia fatta di sogni di gloria e concerti improvvisati all’organo, che presto li condurrà alla più grande avventura della loro vita: un viaggio fino a Lüneburg, trecento chilometri a piedi, quindici giorni nel cuore della Germania tra cime nebbiose, grandi foreste e suoni sconosciuti, tutti da scoprire. Lungo il suo cammino, Sebastian troverà il coraggio di seguire il proprio talento e trasformarsi nel celebre Bach, il primo compositore in grado di tradurre la melodia del mondo.

amore folle

«Se prima di lanciarmi in questa avventura letteraria amavo Bach - afferma il pianista scrittore - ora lo amo alla follia. Gli siamo tutti debitori. La musica occidentale, ancora oggi, poggia sulle fondamenta da lui create. È stato un super eroe, lavorava venti ore al giorno, scriveva a mano e nell’ultima parte della sua vita, quando ormai era sopraffatto dalla cecità, non si è arreso e ha continuato a comporre. Ho imparato ad amare quell’adolescente che già mentre attraversava boschi e montagne aveva scritto la musica nel suo destino». Con lui a parlare di “Sebastian”, un romanzo di formazione che mescola sogni e amicizia, ci sarà l’attore Fabio Mangolini. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google