La Nuova Ferrara

TEMPIO DI RICORDI 

Piccolo Bar, 65 anni di stelle Da Villa al liscio: musica regina

Katia Romagnoli

Il locale di Porto Garibaldi resiste alle mode. Al timone da sempre la famiglia Carli «La Loren e Battaglia che ballavano il mambo, le coppie nate in sala: che tempi»

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Da vigneto abbracciato da spiagge sconfinate e da aree verdi, ultimi baluardi dell’antico Bosco Eliceo, a sala da ballo che, sola, resiste alle mode ondivaghe e ai morsi della crisi. Il Piccolo Bar di Porto Garibaldi, assurto agli onori della cronaca dopo l’appello lanciato da Gianni Morandi, a caccia delle fan dei suoi esordi, ha superato il traguardo dei 65 anni. A raccontare l’incredibile storia del primo tempio del divertimento notturno sorto sul litorale comacchiese, a metà degli anni ’50, sono i due gestori, Giovanni e Ider Carli, rispettivamente figlio e nipote del fondatore Pier Paolo. «Sono cresciuto al Piccolo Bar – commenta Giovanni –; è stata la prima sala da ballo dei Lidi, ancora oggi a gestione familiare, che si è tramandata di padre in figlio e che ha saputo resistere alle mode, alla crisi, reinventandosi, per offrire sempre quello che il momento particolare richiedeva. È un trait d’union fra tante generazioni: molte coppie si sono conosciute e formate qui in estate, tra i turisti che ancora oggi, a distanza di tanti anni, vengono a trovarci con figli e nipoti».

i grandi nomi

Il successo del Piccolo Bar ha attraversato i fasti gloriosi delle celebrità della tv in bianco e nero, simbolo del riscatto dell’Italia dal buio e dalle miserie della guerra. «Io sono nato nel 1957 – prosegue Ider Carli –, e ci sono collezionisti che ancora custodiscono le foto che ritraggono al Piccolo Bar, quando ancora era solo una sala da ballo estiva all’aperto, Sophia Loren e Rick Battaglia a ballare il mambo. Prendevano lezioni qui, durante le pause de La donna del fiume, dal maestro Joe Kollemann».

La fortuna del Piccolo Bar è poi proseguita di pari passo con quella delle grandi orchestre di liscio, da Secondo, e successivamente Raoul Casadei, a Baiardi, Borghesi, Nicolucci, Bergamini, sino ai tempi più recenti con Bagutti. Nel ’75 la svolta, perché la sala di ballo, ormai punto di riferimento privilegiato per le estati in Riviera, raddoppia, arricchendosi di un piano superiore al chiuso e arrivando a una capienza di 800 persone. Sono gli anni in cui il Piccolo Bar continua a macinare successi, richiamando le più grandi celebrità, da Claudio Villa a Teddy Reno, da Nilla Pizzi a Milva, da Orietta Berti ai Vianella, sino a Carlo Dapporto e i grandi prestigiatori del calibro di Sylvan e altri. Indimenticabili, poi, le tre esibizioni dei Nomadi con il grande Augusto Daolio.

anni recenti

La sala ha attraversato gli anni Ottanta, così sono arrivate band come Le Orme, i New Trolls e i Matia Bazar. Poi si è specializzata solo nel liscio. Molta musica, ma anche cabaret, le feste di carnevale pomeridiane per i bambini, senza trascurare spettacoli che facevano il verso ai programmi televisivi, come la Corrida. E la sfera privata resta nascosta per chi ha come mission il divertimento altrui: «Memorabili i veglioni del Bastone – ricorda Giovanni, premiato nel 2013 dalla Camera di Commercio di Ferrara –, le Feste del cacciatore e quelle dei cornuti, tutte occasioni di intrattenimento e di aggregazione, per tutte le età».

Il Piccolo Bar, dai tempi di Gianni Morandi e del suo Fatti mandare dalla mamma si è evoluto con le tendenze musicali del momento e «andremo avanti finché ci sarà la possibilità – conclude Ider –; perché siamo nati con la sala da ballo, ce l’abbiamo nel Dna». —

Katia Romagnoli

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