La Nuova Ferrara

«I muri ci circondano Senza accoglienza non ci sarà mai pace»

Samuele Govoni
«I muri ci circondano Senza accoglienza non ci sarà mai pace»

La Nuova porta i membri della sua community a teatro Venerdì ai Fluttuanti di Argenta va in scena “Dio ride” di Moni Ovadia 

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IL COLLOQUIO

Samuele Govoni

«Vivremo in pace solo quando saremo in grado di vivere da stranieri tra gli stranieri. Fino a quando si alzeranno muri, fisici o mentali che siano, non ci sarà pace». Per Moni Ovadia, attore, cantante e scrittore, nel trentesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino, c’è ancora tanto da fare per abbattere pregiudizi e divisioni. «La grande questione dell’umanità - aggiunge - è il mancato accoglimento dell’altro; non solo nella storia recente, no, ma a cominciare da Caino e Abele. Caino ha ucciso Abele perché non voleva condividere ciò che era suo, è troppo semplicistico dire: “L’ha fatto perché era cattivo”. Il Muro di Berlino è diventato un simbolo ma mentre celebriamo la sua caduta non pensiamo a tutti quelli che ci sono intorno a noi».

TEATRO E ATTUALITà

Venerdì alle 21, al teatro dei Fluttuanti di Argenta (via Pace, 1), andrà in scena Dio ride – Nish Koshe di e con Moni Ovadia.

A venticinque anni dal primo Oylem Goylem, Ovadia mette in scena un nuovo spettacolo che ritrova il vecchio ebreo errante tra narrazione, umorismo e riflessione drammatica, racconto e canzoni, musica e barzellette. «Qualche tempo fa alla Cavallerizza di Torino, tenni una conferenza sull’umanismo divino; fu un successo. Sull’onda di questo interesse, ho pensato di mettere in piedi un nuovo progetto. Ne ho parlato con mia moglie e lei mi ha suggerito di riprendere il personaggio che avevo lasciato venticinque anni fa. In questo viaggio - spiega Ovadia - parlo di esilio, ipocrisia e dei muri che si continuano ad erigere. Affronto temi complessi e profondi come la spiritualità umanistica e la vertigine del credere e non credere. Faccio un cammino a ritroso nella storia e uso l’umorismo e la leggerezza per parlare di verità, differenze e delle storture del mondo in cui viviamo». Una risata amara ma anche profonda sugli eventi del passato come la Shoah e l’emigrare costante del popolo ebreo. Storie, storielle e barzellette sul passato che però raccontano una storia più grande e guardano verso il futuro del pianeta.

UN VIAGGIO

In scena Moni Ovadia sarà accompagnato dalla sua multietnica Stage Orchestra. «Racconto storie, alterno letture filosofiche a barzellette, musiche e canti; parlo del Muro del Pianto e della Terra che, per chi crede, appartiene a Dio e, per chi non crede, è un bene comune. Parlo di identità, del Muro della Palestina che è mostruoso e frutto di un nazionalismo perverso. Insomma - conclude l’attore e regista - sarà un viaggio e lo compiremo insieme».

LA COMMUNITY

I membri della community Noi Nuova Ferrara potranno assistere allo spettacolo in programma venerdì sera a prezzo ridotto. Sono disponibili cinque posti in platea a 18 euro anziché 23 e cinque in galleria a 16 anziché 21. Per ottenere la riduzione è necessario registrarsi sul sito www.lanuovaferrara.it. L’operazione è gratuita. Dopo essere entrati nella sezione “Eventi” e aver selezionato l’appuntamento in questione, si compila il form apposito. Una volta andata a buon fine l’operazione si riceverà una mail di conferma che andrà presentata in biglietteria al momento dell’ingresso. —

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