La Nuova Ferrara

L’INCONTRO 

L’arte barocca di De La Tour in mostra a Palazzo Reale «Frutto di tre anni di lavoro»

Margherita Goberti
L’arte barocca di De La Tour in mostra a Palazzo Reale «Frutto di tre anni di lavoro»

Francesca Cappelletti docente di Unife è la curatrice de “L’Europa della luce” In parete a Milano le opere del misterioso artista

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È stato un pomeriggio barocco quello tenutosi ieri pomeriggio allo Spazio Crema di Ferrara. Nel palazzo di via Cairoli, nel cuore del centro storico, Francesca Cappelletti, docente di storia dell’arte dei paesi europei all’università di Ferrara, ha presentato Georges de La Tour. L’Europa della luce, mostra che verrà inaugurata il 7 febbraio 2020 a Milano, a Palazzo Reale, e che proprio dalla Cappelletti è curata.

QUADRI E MISTERI

«La mostra che verrà inaugurata – ha subito esordito la docente – ha richiesto tre anni di preparazione non facili sia per la difficoltà di reperire le opere dell’artista dai musei in cui si trovano stabilmente, sia per il numero modesto realmente conosciuto, dei suoi quadri».

Di Georges de La Tour, vissuto a cavallo tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento, si sa infatti molto poco. Solo grazie ad un articolo pubblicato da un critico d’arte nel 1915 ha aperto una breccia nel muro dell’anonimato in cui rischiava di finire de La Tour. Per dare un’idea del mistero che avvolge l’artista e il suo operato, solo di due quadri si conosce con certezza la data; per gli altri su va ad intuizione.

IL PERSONAGGIO

Un unico documento ne riporta qualche particolarità relativa alla sua vita; è certo che fosse un personaggio rissoso, arrogante, litigioso specie con i vicini disturbati dai suoi molteplici cani che lasciava liberi; un uomo che pensava soprattutto alla ricchezza ed all’ascesa sociale tanto che sembra sia arrivato anche ad essere “pittore del re”. Già queste sue caratteristiche umane lo fanno assomigliare alla vita turbolenta che condusse anche Caravaggio sul quale Francesca Cappelletti ha compiuto importanti studi e scritto prestigiosi libri. Ed il paragone la relatrice lo ha portato spesso durante la proiezione delle diapositive relative ai quadri che saranno in mostra sottolineando subito le immagini possenti di de La Tour immerse in atmosfere tra il sacro ed il profano, collocate in ambienti scuri ma illuminate però da una forte luce. Elementi che si ritrovano nella produzione artistica di Caravaggio e che ne hanno sempre identificato le opere.

CARAVAGGIO

«Nella prima sala – ha proseguito Francesca Cappelletti – ho collocato un quadro emblematico, la Maddalena penitente accanto ad un libro, una candela ed un teschio; anche Caravaggio dipinse la Maddalena in estasi, collocandola nello stesso ambiente ma con una configurazione molto diversa così come è per il quadro della zingara con il baro che de La tour ha arricchito con una figura in più».

La relatrice si è chiesta come tutti gli altri studiosi di questo artista francese, se conobbe veramente Caravaggio, se venne a Roma o se l’eco della sua pittura arrivò fino a lui in Francia ma si possono fare solo supposizioni. Lo stile di de La tour lo paragona anche a molti altri artisti europei che saranno presenti nella mostra con i loro quadri in maniera collaterale. —

Margherita Goberti



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