La Slovenia di Elisabetta Sgarbi «Vedo il mondo con il cinema»
Domani alle 17 Elisabetta Sgarbi sarà ospite d’onore alla 35ª edizione della Fiera Slovena del Libro. L’editrice e regista terrà un incontro a Lubiana e, a seguire, verrà proiettato L’altrove più vicino, film da lei diretto e uscito nel 2017.
LA STORIA
«Il film - racconta Elisabetta Sgarbi - nasce dalle mie indagini sul confine orientale, in particolare su Trieste. Già in quei miei lavori su Trieste emergeva con forza lo spessore della presenza slovena, a partire dalla grande voce di Scipio Slataper. Così, nell’Altrove più vicino ho iniziato a percorrere alcuni luoghi della Slovenia. E il film è tornato di grande attualità: sto sostenendo con La Milanesiana e personalmente la candidatura della Slovenia e di Nova Gorica a capitale della cultura europea, perché Nova Gorica ha coinvolto anche Gorizia in una candidatura transfrontaliera. È la prima volta che si candida un confine, prima diviso da un muro che separava l’est e l’Ovest, un piccolo ma altrettanto doloroso muro di Berlino».
italia-slovenia
La regista, che nel film raccoglie le parole di Paolo Rumiz, i ricordi di Claudio Magris o i brani di Boris Pahor interpretati da Toni Servillo, aggiunge: «La Slovenia è dentro la cultura italiana. Il libro fondatore della cultura triestina, Il mio Carso, di Scipio Slataper, è un libro di un autore di origine slovena, pubblicato a Firenze per I quaderni della Voce, culla della lingua italiana. È questa stretta appartenenza che ha generato odi e vendette così atroci: il primo gesto fascista fu l’incendio della casa della cultura slovena a Trieste, nel luglio del ‘20 e la successiva italianizzazione forzata cui è seguita la tragedia delle Foibe nel dopoguerra».
passato e presente
Dal primo approccio con la macchina da presa nel 1999 a oggi. «In quell’anno ho realizzato il mio primo corto e ho fondato la Milanesiana. È stato un momento di svolta. Da lì in poi il cinema è diventato un modo di vedere il mondo. Ora - conclude la Sgarbi - ho realizzato un lavoro sui vaccini e presto mi dedicherò alla musica e alla Romagna, un omaggio a mia madre Rina». —
S. G.
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