Nelle ceramiche alla Mlb i rifiuti come nobiltà A firma Bertozzi &Casoni
Apre oggi “Bertozzi e Casoni. Frammenti di quotidianità”, in concomitanza con la mostra di De Nittis a Palazzo dei Diamanti. Si tratta della nuova iniziativa parallela della galleria Mlb (corso Ercole I d’Este 3, Ferrara), aperta fino al 13 aprile 2020, visitabile ogni sabato dalle 15 alle 19, gli altri giorni su appuntamento (tel. 346. 7953757).
“Dimmi cosa raccogli e io indovinerò una parte di quello che sei. Gli oggetti trovati, raccolti, adottati da qualcuno, lo definiscono, lo aiutano a scoprire aspetti di sé stesso che lui più o meno ignora. Lo aiutano anche a trasformarsi. Poiché la nostra identità non è fissa e stabile che per l’amministrazione”. (Gilbert Lascaut). La galleria di Maria Livia Brunelli da anni ha stabilito una collaborazione con le Civiche gallerie d’arte moderna di Ferrara. In occasione delle mostre al Palazzo de Diamanti, Mlb riprende in chiave contemporanea un tema individuato nell’altra mostra, in questo caso De Nittis.
l’oggi
Il tema scelto dai ceramisti romagnoli Bertozzi & Casoni è quello della quotidianità: una quotidianità che si manifesta nella pienezza dei dettagli realistici nel quadro di De Nittis “Colazione in giardino” del 1883. Nelle opere esposte, i due partono dalla visione della tavola apparecchiata da De Nittis per declinarla in modo personale. Se nella sua opera tutto è perfetto e immutabile nel suo ritaglio di vita borghese, in “Dopo colazione” di Bertozzi & Casoni bisogna tenere ben stretto il tavolo su cui si appoggiano tazze accumulate, piatti in bilico, bucce smangiucchiate e ogni altro genere di sparecchiatura. Scarti nobili, elevati a rango di opere d’arte. Perché è tutta ceramica, delicatissima, sottilissima, quasi trasparente. Un miracolo di ricerca: cotture a diverse temperature e vari pigmenti fanno sì che l’opera di artigianato diventi scultura.
Altri artisti si sono dedicati agli assemblage di oggetti (Daniel Spoerri, Joseph Cornell, Arman) ma in questi lavori assistiamo allo sviluppo di una nuova semantica, rivificante e non tombale, della tecnica scelta. La ceramica pare esprimere altro da sé: diventa cartone, metallo, petalo di fiore, cioccolato, ali di insetto. Si arriva a pensare, nel caso di “Disgrazia con Orchidee blu”, che la natura e le cose sparse ai piedi della pianta siano nate tutte insieme alla pianta stessa. Sono opere piene di artificio, nate da un pensiero filosofico, eppure immediatamente naturali. Rispetto ad altri lavori che riprendono il motivo della vanitas del ’600, qui non c’è intenzione decadente. Piuttosto lucidità quasi raggelata: ogni aspetto è una presa di consapevolezza circa la caducità del rifiuto e della sua somiglianza con noi stessi. Bertozzi & Casoni occhieggiano forse ad una possibile rinascita. Mai vista ceramica godere di tanta complicità. —
Monica Bracardi
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