La Nuova Ferrara

LA PRESENTAZIONE 

Con “L’ardito naturalista” terminano gli incontri dell’associazione Cavalieri

Con “L’ardito naturalista” terminano gli incontri dell’associazione Cavalieri

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Oggi alle 21 alla Casa della Patria in corso Giovecca 165 si terrà l’ultimo appuntamento del ciclo dedicato alla Grande Guerra, organizzato dall’associazione Pico Cavalieri. Per l’occasione sarà “L’ardito naturalista. Dal Podgora alle Ambe, dal Carso al Guatemala: la vita avventurosa di Alula Taibel”, un figlio dimenticato di Ferrara recentemente riscoperto dagli autori del libro, Giacomo Bollini e Donato Bragatto. Ci sono ancora storie da raccontare? Azioni militari da descrivere? Atti di coraggio da tramandare? Personaggi dimenticati da far riaffiorare dalla nebbia dell’oblio? Una risposta a questa domanda può certamente essere “L’ardito naturalista”, il libro biografico su un personaggio davvero straordinario: Alula Taibel.

IL PERSONAGGIO

Uomo discreto, gentile e generoso, morì in solitudine in una sperduta casa di riposo nel ferrarese a 92 anni. Nonostante tutti gli sforzi, gli autori del libro non sono nemmeno riusciti a rintracciare la sua sepoltura. La sua è senza alcun dubbio una di quelle storie da ricordare: una vicenda umana a dir poco straordinaria che miscela tutte le caratteristiche del lungo ’900 italiano, il Secolo Breve, di cui Taibel fu certamente un rappresentante esemplare. Un libro tutto da leggere che porterà il lettore dalle fangose trincee della Grande Guerra alle esplorazioni naturalistiche di Taibel, e dalle cattedre delle Università alle montagne abissine e nei campi di prigionia inglesi della Seconda Guerra Mondiale.

Una storia che commuoverà e strapperà qualche sorriso, arricchita dal riscoperto diario di guerra dell’autore. Un doveroso ricordo di un emiliano che la storia aveva dimenticato. —

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