La Nuova Ferrara

la celebrazione 

La scuola come cultura Compleanno all’Ariosto nel segno della libertà

Federica Ferraiuolo Gemma Lily Mariotti Alice Scida
La scuola come cultura Compleanno all’Ariosto nel segno della libertà

Ieri l’iniziativa per ricordare la fondazione del liceo Il racconto della Venturini. È stato istituito un premio Ronchi

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Al contrario di quello che solitamente si pensa, la scuola non è una prigione, quattro mura nelle quali si trascorrono cinque ore giusto per fare presenza, o per farsi riempire la testa di nozioni ritenute futili. Scuola è prima di tutto cultura.

Un luogo nel quale coltivare un pensiero critico ed una propria visione della realtà. Dunque, cultura è libertà. Questo pensava anche Maria Teresa Ronchi, insegnante del Liceo Ariosto negli anni ‘70, nota per la sua intraprendenza e il suo anticonformismo. Il metodo di insegnamento che usava, considerato rivoluzionario per quegli anni, si basava sulla riflessione e sul dialogo. A lei è stato dedicato uno dei premi per le eccellenze la cui consegna è avvenuta durante i festeggiamenti. Ospite della prima parte della mattina è stata l’ex studentessa Anna Chiara Venturini, dirigente amministrativo dell’ufficio regionale del diritto allo studio e scrittrice. Ha raccontato la sua esperienza nell’istituto e attraverso i suoi ricordi è stata capace di trasportarci nell’ anno della maturità 1975-76.

La scuola che la Venturini ha dipinto è un luogo accogliente che consente agli studenti di crearsi una propria identità. Anche nel romanzo “La macchina del vento” di Wu Ming 1 la scuola viene raccontata come un luogo di formazione ideologica e trasmissione di valori. Il romanzo è stato presentato a partire dalle domande degli studenti impegnati nel progetto Galeotto fu il libro. Durante l’incontro sono stati affrontati temi di fondamentale importanza quali l’antifascismo, la resistenza e la nascita dell’idea di un’Europa unita. Il protagonista del romanzo è un ex studente dell’Ariosto che, proprio grazie a uno dei suoi professori, ha avuto la possibilità di sviluppare idee antifasciste, e per questo viene mandato in confino a Ventotene. Personaggi del romanzo sono anche gli dei della mitologia greca, che partecipano attivamente alle azioni dei personaggi, ora aiutandoli, ora ostacolandoli. Il mito diviene da un lato una via di fuga da un luogo quasi surreale, dall’altro una forma di resistenza alla violenza e al controllo esercitato sugli uomini che vivono al confino.

È questo l’insegnamento di Pertini, punto di riferimento del protagonista. —

Federica Ferraiuolo

Gemma Lily Mariotti

Alice Scida



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