La Nuova Ferrara

Il progetto Low Roar debutta in Italia Elettronica e acustica di marca islandese

Gian Piero Bruno

Stasera a Bologna il live dell’artista Karazija «Sono curioso di suonare all’Europavox» 

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L’evento

Fra i tanti artisti protagonit al Teatro comunale di Bologna (Largo Respighi 1, ingresso 15 euro) per l’ultima tappa annuale di Europavox (ieri e stasera), Festival internazionale “senza confini” dedicato alla diversità musicale europea, c’è pure Low Roar.

Nato nel 2011 in Islanda, Low Roar è il progetto musicale di Ryan Karazija, musicista statunitense di origini californiane precedentemente membro di una band indie rock, con all’attivo già quattro album oltre a numerose collaborazioni. La sua musica colpisce per una delicatezza e una contemporaneità elevata, capace di catturare grazie a un minimale emotivo e sognante che si apre di continuo verso nuove influenze, utilizzando forme sempre più acustiche come lo stesso Karazija ha raccontato: «Anche nel mio ultimo album, Ross, cerco di continuare a trasmettere il mio modo di intendere la musica, come in una sorta di estensione di qualcosa che ho già creato. Credo che per capire davvero ciò che intendo bisogna tuffarsi nell’ascolto, o venire all’Europavox, dove di sicuro suonerò alcuni pezzi tratti dal mio nuovo album».

la carriera

La storia di Low Roar è quella di un talentuoso musicista americano molto legato all’Europa, avendo vissuto a lungo in Islanda e Polonia, ma che suonerà per la prima volta in Italia: «Sarà un evento eccezionale, ma davvero non ho idea di cosa aspettarmi visto che non sono mai stato in Italia né ho mai suonato in questo festival. Di certo la mia connessione con l’Europa è molto profonda, avendoci vissuto per almeno un quarto della mia vita, ma credo che la mia musica non sia direttamente influenzata da questo, e che abbia un respiro non prettamente europeo ma più internazionale».

I suoi lavori lo confermano, spaziano dall’electro-ambient all’indie-rock con suoni che uniscono acustico ed elettronico, spesso paragonati a quelli dei Sigur Rós, band islandese di fama mondiale, e dei primi Radiohead. Con centinaia di live nelle principali città europee, grazie alla partnership con l’Estragon Club, l’Europavox ha trovato già da 4 anni la sua declinazione italiana sotto le Due Torri e anche quest’anno porta a Bologna il meglio della scena musicale continentale, a partir proprio dal progetto di Karazija, che non esclude un futuro in Italia: «Venire a vivere e a lavorare al nuovo album qui in Italia? Chi lo sa, tutto è possibile». —

Gian Piero Bruno

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