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La Straferrara ritorna alla sala Estense Resta però il nodo della sede mancante

Margherita Goberti
La Straferrara ritorna alla sala Estense Resta però il nodo della sede mancante

Il 26 dicembre partirà il festival con le commedie più belle Spadoni: siamo qui da 88 anni, vogliamo uno spazio nostro

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È una delle tradizioni delle feste più amate, di certo fra le più divertenti per chi ama ridere all’insegna del dialetto ferrarese. Da giovedì 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, torna come sempre alla sala Estense di Ferrara (piazza Municipale) e come sempre con inizio alle 16, il Festival del dialetto con protagonista la Compagnia dialettale Straferrara.

«Un appuntamento a cui siamo molto legati, perché ci porta a contatto diretto con la città – ha ricordato la curatrice e responsabile artistica Rossana “Cici” Spadoni, moglie dell’indimenticato Beppe Faggioli –, ma che richiede parecchi mesi di preparazione, non sempre facili. Nel 2020 festeggeremo 89 anni di attività e ancora non abbiamo una sede dove ritrovarci e provare le nostre commedie, oltre che conservare le scenografie. Ci incontriamo a casa mia o nella sede della Contrada di San Giorgio, che ringraziamo per l’ospitalità, ma la nostra speranza è che almeno la nuova amministrazione ci dia finalmente una sede, dopo tanti anni di presenza sul territorio ferrarese e di altre province, così da poter contare su un luogo che ci caratterizzi».

il calendario

Il primo appuntamento con il dialetto, con la risata sana e pulita, le storie semplici e genuine adatte a tutte le età che sono le caratteristiche della letteratura in vernacolo locale, è appunto il 26 dicembre con la commedia “Na màta con dal giudizi” di Beppe Faggioli, rispolverata dopo circa vent’anni dall’ultima rappresentazione e che, quindi, avrà una nuova interpretazione da parte di attori che mai l’hanno recitata.

Domenica 29 dicembre un sempre gradito ritorno, “Par j’òch an fa mai l’alba” di Marescotti – Spadoni , rispolverata l’anno scorso dopo anni di silenzio. Si riprenderà mercoledì 1 gennaio con “Che cucàgna Sant’Antòni” ancora di Marescotti – Spadoni, per passare al 6 gennaio con la commedia di Beppe Faggioli “A i fagh balar com i mariunéti”. Domenica 12 gennaio è prevista “La sbragunzòna”, simpatica storia scritta da Mendes Bretoni, dove protagonista è la figura di una donna a cui piace molto comandare. Si cambia soggetto il 19 gennaio quando in scena andrà “Al tramac”, che si riferisce alle reti per pescare, ambientata alla fine degli anni ’20. Si passa poi a domenica 26 con “E’l lu o n’èl brisa lu?” di Faggioli e poi, ancora, il 9 febbraio con “La braghinàra” di Giorgio Golinelli, il medico che amava il dialetto che la scrisse nel 1930. Domenica 16 febbraio ecco “Tura còlpa d’la paternicilìna”di Faggioli, dove si racconta di una pozione – imbroglio; da questa commedia fu tratto anche il film in dialetto girato dal regista Baruffi (ai tempi attivo nei documentari con Vancini), purtroppo andato perduto. Ultimo appuntamento domenica 23 febbraio con “Un paès int al baùl” di Faggioli. Fuori festival, però, la Straferrara ha dedicato la prima domenica di marzo ad uno spettacolo benefico ad ingresso con offerta libera. Invece l’ingresso alle commedie costa 7 e 6.50 euro.

la compagnia

Questi gli attori che compongono il ricco cast della Straferrara: Gabriella Bariani, Laura Caniati, Elisa Caselli, Alessandro Cattabriga, Sergio Cavallari, Chiara Cerini, Stefano Duo, Sergio Finessi, Daniele Finetti, Maria Fonsati, Maurizio Franchini, Rino Gardenghi, Pia Marescotti, Giacomo Mezzadri, Grazia Nicodemi, Maria Grazia Nondini, Roberto Pavani, Luigi Rimondi, Silvia Soffritti, Carla Solitario, Enrico Solmi, Rossana “ Cici” Spadoni, Graziella Taddei, Raffaele Targa e Danilo Valieri. —

Margherita Goberti

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