Griminelli-Anderson La magia del flauto per una serata storica
Il musicista classico incontra il leader dei Jethro Tull «Ormai siamo amici: ha subito accettato la proposta»
Una delle prime foto di Ian Anderson e Andrea Griminelli li vede scherzare insieme prima di un grande evento a Reggio Emilia. Siamo nel 2007 e già allora l’amicizia tra due mostri sacri del flauto era già molto forte. Da una parte il cantante e musicista britannico, leader della storica band dei Jethro Tull, cinquant’anni di carriera ad alti livelli, con oltre 60 milioni di dischi venduti e un chiaro solco musicale tracciato, facendo di fatto entrare il flauto traverso nel rock. Dall’altra parte Griminelli di Correggio, percorso classico che a soli 25 anni lo ha visto calcare il palco assieme a Pavarotti a Chicago. Da lì una serie di trionfi lunghissimi ma anche collaborazioni importanti, tanto che alla recente festa per il suo 60º compleanno (era il 13 dicembre) hanno partecipato Bocelli, Sting, Zero e Zucchero.
Ebbene, è stato proprio Griminelli a convincere Anderson e i Jethro Tull a prendere parte domani sera al Teatro Comunale Abbado (dalle 21) al concerto diventato “Christmas Jethro Tull charity tour” a favore dell’Associazione Giulia, che vede Ferrara fra le sole tre tappe della tournée benefica italiana.
«Facciamo un passo indietro - dice il flautista reggiano -. a chiamarmi per presentare l’evento è stato Sauro Campioni, che da anni organizza importanti eventi a favore dell’associazione ferrarese. È nata così l’idea di fare qualcosa insieme e poi conosco bene il teatro ferrarese...».
i primi passi
E qui si scopre un particolare curioso della carriera di quello che è considerato uno dei migliori flautisti al mondo. Una delle sue prime esperienze lavorative è stata infatti l’insegnamento al Conservatorio Frescobaldi: «Ero giovanissimo, avevo 21 anni circa e insegnavo flauto lì. Ricordo una scuola di valore e un teatro bellissimo, sarà un piacere esibirsi lì sabato sera».
il connubio
Campioni ha convinto in fretta Griminelli, il quale ha fatto lo stesso con Anderson. «Posso dire che ormai siamo amici, è importante fare musica con persone con cui oltre alla stima c’è l’amicizia. Quando ho iniziato a suonare flauto in modo serio già conoscevo il suo nome. È stato un pioniere assoluto, anche Sting mi ha detto che era un suo grande fan. Ho ammirato la sua versione rock di un brano di Bach. Lo invitai la prima volta ad un concerto a Reggio l’11 settembre del 2001. La serata si intitolava “La notte dei flauti”, accettò con piacere e fu una bella esperienza, anche se quel giorno assieme alle Torri gemelle cadde il mondo... Da lì ci siamo ritrovati spesso, abbiamo realizzato una tournée insieme (“Da Bach ai Jethro Tull; ndr) con due flauti e mi ha anche dedicato un brano (“Griminellis’ lament; ndr)».
live più grande
Certo è un peccato vedere i Jethro Tull in un contenitore piccolo come il teatro, lo dimostra la rapidità nella vendita dei biglietti: «Per ora c’è questo evento, che ormai non si può definire crossover, termine fin troppo abusato. Sarei ben felice di tornare a Ferrara con i Jethro Tull in uno spazio maggiore, magari in piazza Castello. Ho saputo che il sindaco della città (Alan Fabbri; ndr) è un appassionato di musica rock. Che sia classica, jazz o rock è importante un amministratore che ama la musica, perché prima o poi questa passione lo porterà ad organizzare eventi di questo tipo». —
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