Terrazzamenti, vini nei terreni più impervi Un classico italiano
Un argomento non particolarmente popolare, ma di grande fascino, in ambito di viticoltura cosiddetta “eroica” (per convenzione, quella svolta in particolari condizioni di latitudine, altitudine o geomorfologiche, “estreme”) è quello dei terrazzamenti. In realtà, si tratta di una tradizione presente in Penisola fin dalla preistoria, in quei territori, diffusi soprattutto fra Trentino, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Lombardia, Liguria e Campania (con una apice, stilistico-paesaggistico, nei pressi di Amalfi e nelle Cinque Terre), in cui zone diversamente inadatte alla coltivazione sono invece rese agibili e fruibili.
Si tratta di una tecnica abbastanza naïf, i terrazzamenti sono infatti ricavati scavando in piano parti di collina che poi vengono delimitate da muri di pietra, solitamente costruiti a secco e poggiati direttamente sulla roccia viva, i quali provvedono a sostenere il terreno formando il classico “scalino”. Tradizionalmente vengono utilizzati per vite ed olivo, ma possono essere anche adattati ad altre colture, ad esempio orticole. Si tratta ovviamente di una tecnica molto artigianale, ma coadiuvante, nelle sue espressioni più azzeccate, di alcune delle espressioni vitivinicole più interessanti del panorama enoico nazionale: fra gli altri i vari Sforzato, Inferno, Grumello e Sassella in Valtellina, i vini splendidi delle Cinque Terre, il Rossese di Dolceacqua sempre in Liguria, ed ovviamente i vini della costiera Amalfitana.
Come tutte le attività non globalizzate si tratta di una tradizione in via di sparizione, però esistono lodevolissime iniziative per la tutela delle stesse, come ad esempio la creazione della “Via dei Terrazzamenti”, proprio in Valtellina (per chi fosse interessato, sul portale www.valtellinaturismo.com si trovano molte informazioni utili), ovvero un percorso ciclo-pedonale lungo 70 chilometri, che si snoda tra le coltivazioni vitivinicole disposte tra i 300 ed i 700 metri ed è - a nostro parere - per bellezza del paesaggio e sapore vintage, assolutamente imperdibile. —
R.C.
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