La grande passione per il jazz Il Gruppo dei 10 premia Angela
Al popolare divulgatore scientifico va l’edizione 2019 del Tutte le Direzioni Il conduttore televisivo ha iniziato a suonare il pianoforte a Torino negli anni ’40
Il jazz – non lo ha mai tenuto nascosto – è sempre stato il suo primo, grande, amore. Forse anche per questo per la consegna del tradizionale premio Tutte le Direzioni 2019 quelli del Gruppo dei 10 quest’anno hanno pensato a Piero Angela. La consegna avverrà stasera, in occasione dell’ultimo appuntamento della rassegna autunnale di musica, in programma allo Spirito (in via Rondona 11/5 a Vigarano Mainarda). Angela, che domani compirà 91 anni, per qualche inevitabile acciacco di salute non sarà presente, ma si collegherà nel corso della serata via Skype.
che passione
Quello di Angela per il jazz è un amore nato a Torino alla fine degli anni Quaranta, quando Angela è fra i pionieri del genere in città. Fonda club, tiene concerti, organizza veri e propri gruppi d’ascolto e al debutto (nel 1948) si fa chiamare Peter Angela. Poi la carriera scientifica e televisiva lo hanno portato lontano dal piano, ma nel 2008 tornò a suonare a Torino, raccontando per l’occasione a La Repubblica che «Manco dal 1955, e il piano è poi rimasto sempre molto in ombra. Negli ultimi anni ho fatto due o tre apparizioni ad Asti, Milano e Ivrea sgusciando sul palco assieme a Gianni Basso. Ma a Torino non mi sono mai più esibito. Questo è il mio primo vero ritorno. Allora eravamo piccole band di studenti e amici che si esibivano per un pubblico di giovani appassionati. L’animatore era Renato Germonio. C’erano Dick Mazzanti, Sergio Farinelli, Gigi Marsico e Mario Polliotti. Avevamo creato un jazz club senza soldi e con mille traversie alla Cucina Malati e Poveri di corso Palestro, dove al primo piano c’era un piano verticale, in un clima molto da amatori. Torino era un bel vivaio di jazzisti. Io ero già allora un buon talento, e ho avuto la fortuna di suonare assieme a professionisti come Nini Rosso e Valdambrini. Spendevo tutti i miei risparmi per pacchi di dischi che mi facevo arrivare da Parigi. C’erano i V-Disc alleati, 78 giri che sentivamo ancora col grammofono a manovella, cambiando la puntina. Ricordo che una volta, mentre li ascoltavamo in un locale, si materializzò l’ispettore Siae, che solo per questo ci chiese una somma astronomica. Mi propose un forfait per un anno, che ho pagato dando fondo a tutti i miei risparmi. Ma me la sono legata al dito...».
la serata
Ebbene, dopo Quirino Principe nel 2014, il ferrarese Ellade Bandini nel 2015, Franco Cerri nel 2016, Alessandro Bartezzaghi nel 2017 e Pupi Avati lo scorso anno, il premio firmato Gruppo dei 10 si arricchisce di un nuovo grande nome della cultura (ma anche della musica) italiana, amico della nostra città al pari del figlio Alberto, che ha ereditato da Piero Angela la passione per la divulgazione scientifica, raccontando spesso della terra degli Estensi.
Ma, come detto, stasera allo Spirito si chiude anche la rassegna autunnale denominata sempre Tutte le Direzioni. Sul palco dalle 20 (con possibilità di cena) il trio M.E.N., ossia Massimo Moriconi (M) al basso elettrico e contrabbasso, Bandini (E) alla batteria e Nico Gori (N) sax soprano, sax contralto e clarinetto. Già visti più volte nelle rassegne musicali del Gruppo dei 10, stasera sono arricchiti dalla voce della talentuosa cantante Emilia Zamuner, per un viaggio nelle sonorità più tradizionali del jazz, rivisitato. Per info e prenotazioni: tel. 0532.436122 o 339.4365837. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
