“Ritratto di ecclesiastico” Quel lavoro di gioventù potente e indagatore
Il percorso alla pinacoteca San Lorenzo si apre con le opere di tre grandi pittori, ovvero, “Madonna in trono e Santi” di Ludovico Carracci, “I Santi Lorenzo e Pancrazio” di Carlo Bononi e “Matrimonio Mistico di Santa Caterina” di Scarsellino. Il primo dipinto che si incontra del Guercino è “Ritratto di giovane ecclesiastico”. L’opera risale al 1613-1614, il Guercino è poco più che ventenne quando realizza il quadro (olio su rame, 20,6 x 16,5 centimetri). Oggi il dipinto appartiene alla collezione Grimaldi Fava. Superba è la qualità poetica e pittorica di questo lavoro di gioventù. Seduto su un’imponente poltrona a braccioli, il giovane religioso inchioda l’osservatore con uno sguardo così penetrante da riuscire quasi insostenibile. Alessandro Brogi nel catalogo della mostra curato da Daniele Benati, curatore anche dell’allestimento, parla di un “risultato di tale incandescente potenza da superare quella del famoso “Giulio Gagliardi” del 1617, per la fermezza del taglio e per l’intensità dell’indagine psicologica”.
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