La Nuova Ferrara

Consigli per la lettura 

Sugli scaffali Con il ritrovato Piccioliil volto terribile di Roma nel 1984

Matteo Bianchi
Sugli scaffali Con il ritrovato Piccioliil volto terribile di Roma nel 1984

Recuperato testo dell’autore fiorentino Dalla Capitale fugge il protagonisti dell’ultimo romanzo a firma Nissirio

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Si sa, le festività natalizie così come le ferie estive sono un’ottica occasione per ritagliare qualche ora libera alla lettura di un buon libero, fra un pasto in famiglia e un film al cinema. Ed ecco la proposta di sette libri per cominciare un 2020 diciamo consapevole. Sette titoli pubblicati da altrettanti editori indipendenti per non dimenticarli su qualche scaffale polveroso.

i consigli

Il desiderio di un amore eterno spinge gli individui a voler vivere più a lungo; perciò il primo romanzo da recuperare sarà L’esercizio del distacco (Bollati Boringhieri), di Mary Barbara Tolusso. Emma, David e la protagonista, la quale racconta in prima persona la loro vita nella gabbia dorata di un collegio al limitare di una Trieste taciuta e ventosa, si confrontano con le prime passioni, quelle tremanti quanto incondizionate dell’adolescenza. Un trasporto che il collegio reprime a favore di un’educazione che li forma per destini interminabili, senza una vera e propria misura delle proprie esigenze.

In Tempo grande (Galaad) di Gian Luigi Piccioli, si passa ad una Roma mozzafiato ma terribile, capace di incensare chi l’attraversa come di affossarlo. A recuperare uno dei capolavori dimenticati dell’autore fiorentino è stato Simone Gambacorta che ha compreso la sua portata profetica. Nel 1984, l’anno di uscita, c’era già chi si preoccupava della distorsione che avrebbe provocato la televisione rispetto alla realtà, il suo cibarsi di significati e di esperienze spesso tragiche per appiattirli su uno schermo e accumulare audience, concependo una generazione apatica.

A fuggire dalla Capitale, invece, è il protagonista di Silenzio (Ensemble), il nuovo romanzo di Patrizio Nissirio. Un impiegato qualunque non sopporta più la società aggressiva e chiassosa che dispensa rancore senza obiettività, e cerca riparo su un’isoletta della laguna veneziana. Ma tagliare i ponti con il passato non è possibile, tanto che la storia inizia con un incidente, poiché rinnegare consuetudini e meccanismi che ci hanno reso tali sarebbe troppo facile. Scrivere è un modo efficace affinché un’esperienza individuale, e perciò finita, aggiunga significato alla corrente universale della quale siamo parte spesso ignara.

A renderlo cristallino è la lettura di Tutto quello che è un uomo (Adelphi) del canadese David Szalay. Dopo aver attraversato mezza Europa per sfuggire al corso del tempo, Tony sceglie la nostra Argenta quale ultima destinazione per un esilio decente. La provincia schietta e spudorata, ma tutt’altro che anonima.

IN TRADUZIONE

Uno dei titoli più intensi dato ultimamente alle stampe dalle Edizioni Kolibris è Ragazzo di corsa, di Paul Henry. La precisione di Chiara De Luca nel tradurre i versi si è sommata alla sensibilità di Massimo Sannelli, che ne ha curato la prefazione: «Paul Henry è uno che non ha paura di parlare di canto, amore e sogno. In lui tutto quello che può essere retorico è garantito da un viso e da una cultura, nazionale e regionale. E quindi? Quindi chi legge un libro legge un uomo. Per forza».

Merito di Luigi Marfè e di Alessandro Agostinelli è aver ritrovato i Canti di viaggio (Edizioni Ets) di Robert Louis Stevenson. Il grande scrittore guarda il prossimo con gentilezza, lasciando una speranza anche oggi attraverso il desiderio dell’altrove. L’esistenza non si compie nelle comodità, od in un volo low cost da prendere ogni fine settimana: «Dammi il volto del mondo, / e qui davanti la strada».

IL SAGGIO

Da Levi a Celan, da Char a Wittgenstein, però senza tralasciare Kafka e Heidegger, si intitola Una questione finale (Book) l’analisi lucida e dettagliata di Alberto Bertoni, il quale mette a confronto le voci fondanti del secondo Novecento ponendole al centro di un dialogo esemplare per comprendere la svolta della letteratura, e soprattutto della poesia, da e dopo Auschwitz. —

Matteo Bianchi

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