Cento volte Fellini Il Maestro del cinema rivive in una mostra
Viaggio nell’universo felliniano tra cimeli, abiti, foto e scritti “Genio immortale”, così la città natale omaggia il regista
Federico Fellini è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi registi del mondo, forse il più grande. Attraverso le sue opere ha saputo raccontare la realtà, mescolandola al sogno. Ha saputo rendere universali storie e contesti che, fuori dalle sue mani, sarebbero state “solo” leggende locali. Ha inventato e stravolto la società, i suoi protagonisti. Ha attraversato la storia e creato personaggi rimasti nel mito. Ha tracciato un solco nella storia del cinema, ha cambiato il modo di raccontare e vedere le cose. Ha influenzato la moda, con Rota la musica e ha lasciato al mondo un patrimonio preziosissimo.
LE ORIGINI
Nato il 20 gennaio 1920 da Urbano, rappresentante di liquori e dolciumi, e Ida, casalinga, Federico Fellini (qui accanto ritratto da Davide Minghini) lasciò presto la sua Rimini per trasferirsi a Roma. Non abbandonò mai però la città romagnola in cui spesso fece ritorno, sia personalmente, sia attraverso i suoi film. “Amarcord”, per esempio, una delle sue opere più celebri e premio Oscar nel 1975 come miglior film straniero, prende le mosse proprio dalla sua infanzia trascorsa a Rimini; così come anche “I vitelloni”, bellissimo film con Alberto Sordi e Franco Fabrizi del 1953. Oggi, in occasione del centenario, la sua città gli dedica una grande mostra, una sorta di preludio al museo permanente che verrà aperto entro la fine dell’anno.
LA MOSTRA
Visitabile fino al 15 marzo, la mostra, ha già registrato numeri da capogiro. Diecimila persone solo nei primi giorni. “Fellini 100 Genio immortale. La mostra” è allestita nelle sale di Castel Sismondo, in pieno centro storico. La rassegna non è sola ma rientra in un disegno più ampio di iniziative dedicate al maestro che dureranno per tutto il 2020. Progettata da Studio Azzurro di Milano, la mostra ruota attorno a tre nuclei di contenuti, nella cornice di un allestimento scenografico innovativo. Il primo “quadro” comincia con la storia d’Italia degli anni Venti e Trenta del secolo scorso per poi passare al dopoguerra e finire agli anni Ottanta attraverso l’immaginario dei film di Fellini. Il secondo è dedicato al racconto dei compagni di viaggio del regista, reali, immaginari, collaboratori e no. Infine, il terzo e ultimo “quadro” è dedicato alla presentazione del progetto permanente del museo internazionale Federico Fellini. Terminato il periodo riminese la mostra verrà trasferita prima a Roma e poi a Los Angeles, Mosca e Berlino. Per gli amanti del cineasta ma anche per i meno esperti e i semplici curiosi, la mostra, sarà un viaggio appassionante nel tempo e nelle emozioni.
MAI VISTI PRIMA
Tanto il materiale inedito che restituirà allo spettatore l’universo felliniano. Tra i materiali anche una sezione importante proveniente dal Fondo Nino Rota, il celebre compositore che ha collaborato con Fellini su molti film. In particolare sarà esposta, per la prima volta, una serie di taccuini originali sui quali Rota appuntava le indicazioni del Maestro sulla musica che avrebbe dovuto accompagnare ed esaltare le sue scelte registiche. Tra i materiali inediti anche la primissima sceneggiatura di quello che sarebbe diventato “Amarcord”, intitolato “Il borgo”, in una prima stesura, e la sceneggiatura di “Otto e mezzo” di proprietà di Lina Wertmüller, che fu assistente alla regia per quell’opera. Poi ancora costumi, foto, filmati, ciak e ricordi.
Aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 23, chiusa il lunedì. Info: 0541.53399. —
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