La Nuova Ferrara

Il concerto acustico come filosofia di vita «Cerco l’intimità tra musica e tarocchi»

Gian Piero Bruno
Il concerto acustico come filosofia di vita «Cerco l’intimità tra musica e tarocchi»

Da domani fino a marzo ritorna la rassegna al Korova Milk Bar Marighelli, ideatore del “Silenzio del cantautore”, racconta il format  

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LA CHIACCHIARATA

Da Jodorowsky all’essenza delle persone, dai tarocchi al cantautorato, l’animo del ferrarese Giacomo Marighelli vive di continua evoluzione emotiva ed artistica. Poeta, scrittore, musicista, Marighelli ha regalato a Ferrara la rassegna di musica in acustico de “Il silenzio del cantautore”, grazie alla collaborazione con il Korova Milk Bar (via Croce Bianca), che riparte domani dalle 20 alle 22 con la performance del padovano Jesse the Faccio, e prosegue per i successivi dieci venerdì fino al 27 marzo.

LE ORIGINI

«“Il silenzio del cantautore” nasce alla fine del 2016 – ha raccontato Marighelli – e alla base ci sono le mie esperienze come musicista. Ho suonato negli ultimi anni in acustico in svariati posti in giro per l’Italia e questo mi ha portato a dover sovrastare il vocio nei locali, cosa che mi ha fatto capire quanto fosse importante entrare in contatto con le persone in questa maniera, nella naturalezza più totale, direttamente legata alla performance acustica. In questo modo l’artista viene messo a nudo nella sua veste essenziale, senza maschere, che si esprime totalmente come se fosse nella sua cameretta, nella sua intimità, nella sua naturalezza». Un concetto, quello legato alla naturalezza, ma anche all’umiltà e all’essenza delle persone e dei rapporti umani, tanto caro alla poetica e al percorso artistico di Marighelli: «Con “Il silenzio del cantautore” si cerca di portar fuori questa intimità per proporla dal vivo, esporla e metterla a disposizione di tutti. Questo è il principio, l’essenza e l’anima della rassegna».

IL BELLO DI COMUNICARE

«Lo scopo principale - aggiunge l’ideatore - è arrivare a comunicare attraverso il cantautore che si espone in un luogo pubblico, su un modello che è anche quello di Jodorowsky, che per trent’anni è andato ogni settimana a leggere i tarocchi nello stesso bar, entrando in contatto con l’umanità più diversa. La bellezza è anche per le persone che ignare della performance in corso, giungono al Korova e scoprono un’artista, famoso o sconosciuto che sia, che si sta esibendo nella sua essenza, nudo e crudo, in un luogo chiuso nel quale, a differenza della strada, si sviluppa e si percepisce una determinata energia».

Il termine performance non è utilizzato a caso: «Mi piace definirle performance d’arte o performance musicali, considerato che si parte dalla musica ma se l’artista decide di fare altro, recitare una poesia o parlare, è libero di farlo, di esprimersi come vuole». La connessione tra l‘idea di far nascere questa rassegna e la passione di Marighelli per i tarocchi non è casuale: «L’essenza della rassegna si ricollega alla mia esperienza con i tarocchi. Per un anno, infatti, ho frequentato un bar a Ferrara leggendo gratuitamente i tarocchi a chiunque volesse, proprio come Jodorowsky, cercando di crescere imparando grazie agli altri molte più cose su me stesso, e anche cercando di aiutare gli altri e di conseguenza la società di cui faccio parte. Alla base c’è il luogo, chiuso, nel quale una determinata energia vive e si sviluppa». Come nel caso del Korova Milk Bar, il primo locale a credere nel progetto di Marighelli: «Il silenzio del cantautore nasce grazie a Rocco e Oscar del Korova Milk Bar, perché senza di loro che ci hanno subito creduto, la rassegna non sarebbe mai iniziata. Hanno avuto voglia di sperimentare con me, ci hanno messo il loro grandissimo cuore e ci siamo divertiti tantissimo sin dall’inizio, e dopo la prima performance in cui ho suonato io non ci siamo più fermati».

VOGLIA DI ESPANSIONE

«Il Korova -prosegue - è la radice de “Il silenzio del cantautore” e l’obiettivo adesso è quello di portare il format, legato anche alle splendide locandine di Charlie Comics, in giro per altri locali in tutta Italia. A Ferrara ci sono già state serate ad Empatia – Canapa Bar e ce n’è stata anche una in un locale di Milano. L’obiettivo adesso è che si possa espandersi il più possibile, portando piano piano questa rassegna in più luoghi e far sì che chiunque in diversi locali possa conoscerla e viverla». —

Gian Piero Bruno

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