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“Rigoletto” all’Abbado Per la stagione di lirica ecco l’opera di Verdi

“Rigoletto” all’Abbado Per la stagione di lirica ecco l’opera di Verdi

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Dopo il toccante esordio de Il naufragio, la stagione lirica 2019-2020 del Teatro Comunale Abbado (corso Martiri della Libertà 5, Ferrara) prosegue domani alle 20 (turno A) e domenica alle 16 (turno B) con “Rigoletto”, titolo dei più celebri di Giuseppe Verdi, fra le dieci opere più rappresentate al mondo. Lo spettacolo, in coproduzione con il Teatro Comunale di Modena e il Teatro del Giglio di Lucca, verrà presentato in un nuovo allestimento realizzato dal teatro di Modena per la regia di Fabio Sparvoli; le scene sono di Giorgio Ricchelli, costumi di Alessio Rosati, luci di Vinicio Cheli.

L’OPERA

Nel ruolo del titolo canterà il fiorentino Devid Cecconi, baritono tra i più affermati della scena operistica odierna. I tenori Oreste Cosimo e Marco Ciaponi saranno il Duca di Mantova mentre Ramaz Chikviladze sarà Sparafucile. Nei principali ruoli femminili si ascolteranno Daniela Cappiello nella parte di Gilda e la Maddalena di Antonella Colaianni. Sul podio Aldo Sisillo, alla guida dell’Orchestra filarmonica italiana e del coro lirico di Modena preparato da Stefano Colò. Composto su commissione del teatro La Fenice di Venezia, Rigoletto debuttò nel 1851 per proseguire le sue recite senza interruzione con intramontato successo. Scritta da Verdi alla soglia dei quarant’anni e da una posizione di operista affermato nei teatri italiani, l’opera rappresenta un momento di svolta, sia nella produzione del compositore sia per le sorti del melodramma.

LA TRILOGIA

Abbandonati i grandi temi di ordine patriottico e risorgimentale, con Rigoletto Verdi concentrò la propria attenzione sulla figura umana, aprendo una strada che proseguirà con le successive Traviata e Trovatore, tre titoli che passeranno alla storia con l’etichetta di trilogia “romantica” o “popolare”. La novità che accomuna le tre opere, e che Verdi perseguì in Rigoletto come una necessità ormai irrinunciabile del suo teatro musicale, captava lo spirito di un romanticismo europeo di matrice moderna. Nell’intenzione di mescolare i due generi della commedia e della tragedia, Verdi si entusiasmò all’idea di mettere in musica Le roi s’amuse di Victor Hugo, un dramma dove il contrasto era sottolineato in massimo grado dal fatto che il protagonista era giustappunto un buffone. Il pianto e il riso si mescolavano nella vicenda del personaggio principale. Info e biglietti: 0532.202675. —

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