La Nuova Ferrara

vigarano mainarda 

Kontiki, un mito lungo quarant’anni E un’astronave nota in mezza Italia

Katia Romagnoli
Kontiki, un mito lungo quarant’anni E un’astronave nota in mezza Italia

Locale ricco di innovazioni aperto da Gianfranco Roncarati Ora la tradizione è portata avanti dai figli Max e Sabina

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Rivive i fasti dei gloriosi anni Ottanta il Kontiki di Vigarano Mainarda, tempio della disco music che dalla fine degli anni ’70 sino alla fine degli anni ’90 ha spopolato tra le discoteche e le sale da ballo, anche oltre i confini nazionali.

Basta varcare la soglia del Kontiki Meeting - in origine sala di nicchia, chic, in grado di intercettare quella fetta di estimatori più propensi a frequentare un salotto musicale elegante e raffinato -, per scoprire che il tempo sembra essersi fermato. Fondato da Gianfranco Roncarati sul finire degli anni ’70, locale divenuto ben presto punto di riferimento per migliaia di giovani provenienti anche da altre regioni, ha accolto negli anni autentici mostri sacri, entrati a far parte della storia della musica leggera nostrana ed internazionale.

che carrellata

«Sono passati da qui Donna Summer, Billy Joel, Renato Zero, i Pooh, i New Trolls, Venditti, Loredana Bertè, I Supertramp, i Rockets e tanti altri gruppi, cantanti, ma anche cabarettisti – ricorda Max Roncarati, figlio di Gianfranco che insieme alla sorella Sabina gestisce oggi il Kontiki –; abbiamo voluto portare avanti le tradizioni di famiglia. Questa è una serata in cui passiamo in rassegna quattro decenni di storia della musica, ma in altre sere raccontiamo anche altri generi musicali, con grandi orchestre e al sabato ci dedichiamo alla musica internazionale».

La leggenda del Kontiki non è mai tramontata e anzi, proprio oggi, anche grazie ai disk jockey che negli anni ’80 avevano contribuito a tracciare un percorso affastellato di successi, è tornata prepotentemente alla ribalta.

«Tutto si è rimesso in moto tramite il Gruppo Facebook Kontiki, che gestisco insieme a Giorgia Vergnani – commenta Matteo Montanari, storico dj del Kontiki, negli anni dal 1983 all’88 –; quando arrivai la mitica navicella spaziale era già in funzione da tre anni, poi fu dismessa nel 1986. Il ricordo che ho caro del papà di Max, con cui ho lavorato, è di un imprenditore coraggioso e all’avanguardia per i suoi tempi, un secondo padre per me, un uomo schietto e deciso, il quale ha saputo costruire e gestire un tempio della musica degli anni che furono».

tormentoni

Oggi il Kontiki Point riflette intatta l’atmosfera di 40 anni fa, preservando la propria originalità anche negli arredi interni, pressoché immutati. Tuffarsi in una delle serate del “Kontiki Drive In” , autentiche miscele esplosive di musica sapientemente mixata in consolle dai “ragazzi” del 1963 e dintorni è come un irresistibile viaggio a ritroso nel tempo, dove si ritrovano i brani tormentone, i cosiddetti riempipista, da Live is Life (Opus) a Future Brain (Den Harrow), da Just an illusion (Imagination) a I like Chopin (Gazebo) a mille altri.

E fra i dj tornati eccezionalmente in pista al Kontiki c’è anche Michele Baglioni, partito nel 1979 allo Sharp di via Pomposa, che lo scorso autunno è stato protagonista di una grande festa per celebrare quattro decenni alla consolle. Baglioni che ammette, «con molta fortuna», di aver vissuto «le tre epoche d’oro della disco, ovvero gli anni ’70, gli anni ’80 ed il grande boom degli anni ’90».

Reduce dal servizio di leva e da qualche esperienza invernale all’Enigma, «in una serata di fine estate venni convocato da Roncarati per provare. Era un giovedì. Forse la mia musica era un po’ troppo avanti per il locale e dopo il primo disco svuotai la pista. Ma continuai a suonare come se non fosse successo nulla. Alla fine della serata anziché chiudere subito il rapporto, ricevetti un ingaggio per le serate del giovedì e della domenica pomeriggio. Dopo la pausa del militare fu l’inizio di una grande avventura, che mi ha fatto passare per più di 200 locali. Grazie anche a Roncarati».

il ritorno

Alla ripartenza in quarta del Kontiki ha contribuito un altro suo dj storico, Fabio Rivaroli, in consolle dal 1982 al 1987. «All’inizio suonavo con Marco Bersanetti, poi con Matteo Montanari – ricorda Fabio –; Gianfranco (deceduto nel settembre 2018; ndr) era una persona sincera e diretta. Non dovevi mai farti dire le cose due volte, un grande innovatore per i locali da ballo degli anni ’70 e anni ’80».

il “giovane”

Del gruppo Kontiki Remember fa parte anche Bicio (al secolo Fabrizio Perinati), speaker tra i più giovani (16 anni) nelle prime radio private di Bologna nel 1977, sino a diventare cameraman. «Nel 2014 ho fatto conoscenza con Matteo Montanari, che conoscevo solo di fama come dj del Kontiki Point ed anche se io ero parte del mondo delle discoteche di Bologna qualche volta – racconta Perinati – andai a sentire la musica del Kontiki. Il locale era famoso anche per la sua bellissima animazione, con la navicella e i personaggi che vi facevano animazione. Nel 2014 ho conosciuto anche Fabio, Giorgia, Pino ed è iniziata la mia collaborazione, realizzando e producendo i video di tutte le edizioni del Kontiki Remember Point». —

Katia Romagnoli

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