La Nuova Ferrara

PONTELAGOSCURO 

Comincia “Parola Teatro” Czertok alla Bassani racconta Peter Weiss

Comincia “Parola Teatro” Czertok alla Bassani racconta Peter Weiss

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La rassegna “Parola Teatro”, organizzata da Teatro Nucleo in collaborazione con la biblioteca Bassani di Pontelagoscuro (via Grosoli, 42), in cinque appuntamenti esplora alcuni grandi autori attraverso opere cruciali e le trasforma in momenti teatrali. Con “Parola Teatro”, la biblioteca diventa il terreno condiviso in cui libri e teatro si incontrano e sollecitano una riflessione su temi rilevanti e attuali come giustizia, morte, relazioni, amore, inquietudine, utopia, memoria. Narratori, drammaturghi, saggisti e poeti, prima presentati e poi interpretati, creano così l’occasione per indagare le istanze più profonde e universali dell’umanità.

IL PRIMO INCONTRO

Il primo appuntamento si terrà oggi alle 17. 30 con la presentazione del drammaturgo tedesco Peter Weiss, autore de L’Istruttoria, Oratorio in undici canti. Dopo la scoperta di Auschwitz furono in molti a sostenere che quell’orrore impediva che se ne potesse scrivere, che ogni atto poetico fosse impossibile. Peter Weiss invece immaginò di dare vita ad una commedia tedesca e, parafrasando l’Inferno dantesco, scrisse L’Istruttoria: undici canti che raccontano la reclusione e la morte nel campo di sterminio di Auschwitz utilizzando solamente le parole scritte negli atti del primo processo ai responsabili dell’Olocausto, celebrato dal ricostituito Stato tedesco a Francoforte nel 1964. A confronto le vittime sopravvissute ai campi di sterminio e i loro aguzzini.

LETTURE TEATRALI

Alla presentazione del drammaturgo tedesco a cura di Horacio Czertok seguirà la lettura attiva de L’Istruttoria, realizzata dagli attori del laboratorio Atlante di Teatro Nucleo, «un luogo di ricerca e sperimentazione sulla pratica attoriale e sul suo significato nel contemporaneo – racconta il co-fondatore di Teatro Nucleo –. I suoi membri son persone interessate all’arte oltre l’aspetto dello spettacolo e di un proprio coinvolgimento. Hanno deciso di farsi carico del testo di Weiss a causa del suo alto valore testimoniale. Nel rispetto della volontà dell’autore di rinunciare ad ogni intento poetico, per lasciare alle sole parole processuali il compito del racconto, gli attori-lettori rinunciano anch’essi ad ogni spettacolarità, così che le parole possano fluire in modo antiretorico verso lo spettatore presente in sala». –

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