Grande prova di Preziosi L’ultimo Van Gogh ritrova corpo e voce
L’altra sera al Teatro Abbado abbiamo sentito l’applauso più lungo e convinto della stagione di prosa; sulla scena c’era “Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco” di Stefano Massini, per la regia Alessandro Maggi e come interprete uno stratosferico Alessandro Preziosi (si replica oggi alle 21 e domani alle 16).
Un Van Gogh-Preziosi che per un’ora e mezza è in un continuo duello-confronto prima col fratello Theo (Massimo Nicolini), poi con il dr. Vernon-Lazàre (Roberto Manzi), con il direttore Peyron (Francesco Biscione) e i due infermieri (Leonardo Sbragia e Antonio Bandiera), tutti molto bravi. Il luogo dello scontro è il manicomio di Saint Paul de Manson in Provenza, in particolare nella stanza, una sorta di cubo bianco, nella quale il pittore 36enne sta vivendo gli ultimi mesi della sua vita (morirà il 29 luglio 1890). Pareti bianche, pavimento grigiastro fortemente inclinato che trasmette una sensazione di disagio, come fondale enorme c’è il suo quadro “Campo di grano con volo di corvi” che ha perso i bellissimi colori, i suoi gialli, i suoi blu, è tutto bianco, un bassorilievo inciso quasi indistinguibile. E se è vero come dice Vincent che «i quadri hanno la voce più delle persone», il posto dove vive ora e la sua stessa vita è il nulla «un quadro senza colore». E il tumulto interno, il calvario che sta vivendo, sta nel sottotitolo “L’odore assordante del bianco”, la sinestesia cioé l’unione di parole che si riferiscono a sfere sensoriali diverse: l’odore (olfatto) assordante (udito) del bianco (vista). Vincent combatte con gli altri alla ricerca della pace, vorrebbe uscire, disegnare, dipingere, leggere, scambiare i suoi quadri con quelli di altri pittori famosi; ma combatte anche contro se stesso, non riesce a capire se sta vivendo la realtà o un sogno, il presente o il passato. È impossibile non parteggiare per lui che sta lottando contro i soprusi, la burocrazia e per la libertà. Non solo la sua ma quella dell’arte.
Ieri Preziosi e la compagnia hanno incontrato il pubblico al Ridotto. E domani lo spettacolo sarà audiodescritto per il pubblico non vedente e ipovedente grazie al progetto “Teatro no limits” curato dal Centro Diego Fabbri. Biglietti da 8 a 32 euro. —
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