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Mantegna, un Trionfo d’Alessandria da record Sotheby’s lo vende per 12 milioni di dollari

Francesco Semprini
Mantegna, un Trionfo d’Alessandria da record Sotheby’s lo vende per 12 milioni di dollari

All’asta a New York l’unico studio preparatorio del capolavoro Trionfi di Cesare: nessun altro disegno dell’artista pagato così

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Mantova chiama, New York risponde. Il “filo rosso” dell’arte italiana unisce la città dei Gonzaga e la Grande Mela dove mercoledì, all’asta di Sotheby’s dedicata ai “disegni antichi”, è stato venduto per quasi 12 milioni di dollari il “Trionfo di Alessandria”, l’unico studio preparatorio sopravvissuto del celebre capolavoro di Andrea Mantegna, “i Trionfi di Cesare” costituito da una serie di nove dipinti raffiguranti la processione trionfale di Giulio Cesare e del suo esercito attraverso l’antica Roma.

Recentemente riscoperto, il disegno battuto all’asta risale al 1480 ed è stato realizzato a penna e inchiostro: è la seconda tela della serie e raffigura “I portabandiera e l’equipaggiamento d’assedio”.

Sotheby’s apre così in grande stile la settimana degli “Old Masters” a New York. Gli 11, 7 milioni di dollari pagati per lo studio, un record per un disegno dell’artista del Rinascimento italiano, sono stati uno dei successi di una sessione in cui ha trionfato l’arte italiana.

La casa d’aste della Grande Mela ha infatti trovato un compratore anche per la monumentale pala d’altare “Madonna del Rosario con Angeli” di Giovanni Battista Tiepolo, battuto per la somma stellare di 17, 3 milioni di dollari, circa tre volte il precedente record dell’artista veneto.

Il “Trionfo di Alessandria” rappresenta una monumentale sfilata di trofei, tra cui anche un modello del faro ed enormi armi da assedio, scortati da cavalli e soldati romani in costumi dell’epoca.

Il disegno è considerato uno dei più importanti dell’artista mai apparsi all’asta.

«La scoperta di un disegno mai visto prima, oltre cinquecento anni dopo la sua realizzazione, è un momento di notevole importanza per lo studio di questo maestro complesso, intrigante e grande protagonista dell’inizio del Rinascimento», è stato il commento di Cristiana Romalli, “senior director” e specialista italiana del dipartimento di Disegni Antichi della casa d’asta Sotheby’s.

Attraverso un’accurata ricerca, Romalli è stata in grado di individuare una modifica della figura principale sul lato sinistro della composizione avvenuta in corso d’opera.

Sotto la figura di Esculapio, il dio greco della medicina, che appare nel disegno finito, c’è un’altra figura completamente diversa, identificata dall’esperta come Helios, il dio romano del Sole, che l’artista ha evidentemente deciso di sostituire durante la sua composizione.

«Esaminandolo con la luce infrarossa, siamo stati in grado di ritrovare la figura nascosta di Helios, rivelando un grande cambiamento nella composizione e ciò dimostra la paternità di Mantegna».

Venduto come un’opera autografa di Mantegna nel 1885, il “Trionfo di Alessandria” passò successivamente in collezioni private rimanendo fuori dai radar degli esperti fino a poco prima della mostra “Mantegna e Bellini” (Giovanni Bellini cognato di Mantegna) recentemente tenuta alla National Gallery di Londra e alla Gemaldegalerie di Berlino.

In occasione della quale è stata riproposta la grandezza del pittore e incisore nato a Isola Mantegna nel 1431 e morto a Mantova il13 settembre 1506.

Grandezza confermata dalla mostra “Andrea Mantegna Rivivere l’antico, costruire il moderno”, tenuta presso Palazzo Madama di Torino fino al 4 maggio. È il rapporto con la città lombarda ad emergere con forza nel percorso artistico e culturale di uno degli artisti più celebri del Rinascimento italiano.

Cittadino della Repubblica di Venezia viene invitato per la prima volta tra il 1456 e il 1957 da Ludovico Gonzaga che lo richiedeva come pittore di corte. L’artista si dichiarò interessato, anche se gli impegni già presi a Padova fecero rimandare di tre anni la sua partenza.

Il legame con la città dei Gonzaga stato tuttavia immediato e solido tanto da durare per quasi mezzo secolo, sino al termine dalla sua esistenza.

Proprio a Mantova, infatti, Mantegna “partorisce” l’opera che appunto mercoledì ha “stregato” la platea di Sotheby’s a New York. —



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