La Nuova Ferrara

«Per i comici in Italia c’è sempre lavoro» Parola di Bertolino

Davide Bonesi
«Per i comici in Italia c’è sempre lavoro» Parola di Bertolino

L’attore in scena con il nuovo spettacolo “Instant theatre” «In un Paese normale la satira politica non avrebbe senso»

3 MINUTI DI LETTURA







Dallo spettacolo “Di male in seggio” a “Instant theatre” con sottototitolo “Circo minimo” il passo può sembrare lungo. In realtà, Enrico Bertolino cambia la formula della proposta ma non la sostanza, ovvero satira e umorismo su attualità e cronaca, con ampio spazio dato alla politica. Perché il comico (e conduttore) milanese da sempre ha fatto della pungente analisi politica il suo cavallo di battaglia e visti i tempi non poteva certo cambiare genere in questo momento.

Quella proposta da Bertolino è una formula teatrale innovativa, il comico è al contempo attore, narratore ed esperto di comunicazione e passa alla lente i fatti principali di quel momento, cambiando soggetto ogni volta. Non manca lo spazio alle interviste di personaggi o al coinvolgimento del pubblico, ovviamente sempre con l’obiettivo di far ridere.

Stasera al Teatro Celebrazioni di Bologna il comico propone questo lavoro, ideato insieme al giornalista Luca Bottura e scritto a sei mani insieme a Massimo Navone, che ne cura la regia.

«Di fatto lo aggiorniamo in tempo reale - racconta Bertolino -, inseriamo le situazioni e le notizie del momento, spesso il testo viene rielaborato il giorno stesso».

E ovviamente a Bologna non si potrà non parlare delle recenti elezioni...

«Chiaro, ci mancherebbe, la politica ha sempre un ruolo di primo piano. D’altronde per chi come me fa satira politica fosse in un Paese normale non avrebbe lavoro, per fortuna siamo in Italia e quindi avanti... Ma cerco di studiare la vita delle città e dei territori dove sono a teatro. La satira c’è sempre stata, l’importante è ci sia differenza tra satira e parodia, si deve evitare la celebrazione del politico e sono anche contrario all’imitazione che diventa macchietta con battute di cattivo gusto».

Beh, a teatro è indubbio che questo tipo di spettacolo però fa ancora seguito.

«In fondo bisogna dare un’alternativa al pubblico, altrimenti si rischia davvero di vedere e sentire sempre le solite cose. Sono sempre stato dell’idea che bisogna sì ridere, ma si deve anche pensare. La chiamano satira di costume, anche se non sono certo il primo a dire che sono i politici che fanno i comici...».

Bertolino nei suoi precedenti lavori lasciava la parte musicale a Teo Ciavarella, noto jazzista che insegna al Conservatorio Frescobaldi di Ferrara. Stavolta in scena con lui ci sono i polistrumentisti Roberto Antonio Dibitonto e Tiziano Cannas.

«Teo quest’anno è impegnato con Virginia Raffaele (il 20 e 21 febbraio sarà al Comunale di Ferrara; ndr) oltre all’insegnamento. La musica è un elemento fondamentale per dare un tocco importante alla serata, poi daremo spazio a video e fotografia perché due ore di monologo sarebbero pesanti per tutti».

Da grande appassionato di calcio, interista, come vede la stagione di serie A.

«Intanto, non credo basti un giocatore (Eriksen; ndr) a invertire la tendenza, però questi grandi talenti fanno bene al calcio italiano. Poi, dopo 8-9 anni di dominio di una squadra, seppur forte come la Juventus, è faticoso seguire il calcio, anche per chi come voi ferraresi tifa Spal... Penso sempre che i valori veri si misurino a livello europeo e dunque il nostro calcio deve crescere. In questo senso la concorrenza aiuta, anche a teatro, non sarei contento se il pubblico andasse solo ai miei spettacoli». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google