De Luca tra versi e ricordi «Le persone sono la casa e Ferrara è mia madre»
«La poesia è per me strumento di esplorazione e conoscenza di sé e dell’altro. È la nave di Ulisse che naviga a vista senza cedere di fronte a nessuna tempesta, senza arrestarsi nella bonaccia, spogliando miraggi e chimere, seguendo simboli e segni sicuri, per approdare al porto del cuore di chi sa lanciare un segnale. La casa per me sono le persone, i miei fiumi. Ferrara è l’infanzia, è mia madre». Queste le parole vibranti che Chiara De Luca, traduttrice, editrice e scrittrice poliedrica, approfondirà con il poeta Giuseppe Ferrara, domani, alle 17, in biblioteca Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara). Prendendo il largo dalla sua ultima raccolta in versi, Alfabeto dell’invisibile (ed. Samuele), De Luca approda alla fotografia e alla videoarte per tutelare l’autenticità del mondo circostante nella sua restituzione; poiché l’armonia si rivela solo a uno sguardo coerente, cristallino. «La realtà è corrotta dalla proiezione che ciascuno si fabbrica in base al proprio immaginario, o al luogo comune di quello collettivo, che è spesso preda di allucinazioni, distorsioni percettive indotte anche dalla velocità di tutto che c’incalza. Dovremmo rallentare – esorta – Abbandonare la comodità di sapere, la sua illusione. Nascere ogni giorno come bimbi che vedono ogni cosa per la prima volta e vogliono capire». Il vedere non è una pratica scontata, ma da allenare senza darla mai per acquisita. E il catalogo delle Edizioni Kolibris da lei fondate testimonia una ricerca tanto severa quanto luminosa. «Di Ferrara m’interessa e mi sfama soprattutto la segreta bellezza. Amo i luoghi della sua solitudine abitata – conclude De Luca – dove sono racchiusi i tesori che il tempo non ha intaccato». —
M. B.
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