La Nuova Ferrara

Raffaello secondo Sgarbi «Portare l’arte a teatro ha una funzione civile»

Samuele Govoni
Raffaello secondo Sgarbi «Portare l’arte a teatro ha una funzione civile»

Il critico ripercorre la vita e le opere del pittore a 500 anni dalla morte Sulla mostra di Banksy dice: tutti ne parlano, vuol dire che c’è interesse 

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IL COLLOQUIO

Samuele Govoni

«Raccontare a teatro la storia e le opere di Raffaello Sanzio ha una funzione sia pedagogica sia civile. Faccio questi spettacoli per condividere qualcosa con il pubblico, se lo dovessi fare per me stesso lascerei perdere». Vittorio Sgarbi oggi alle 21 e domani alle 16 sarà al teatro Nuovo di Ferrara con “Raffaello”, spettacolo che fa seguito ai precedenti “Caravaggio”, “Michelangelo” e “Leonardo”. Sul palco Sgarbi racconta la vita e le opere dell’artista che, dalla giovinezza ai grandi capolavori romani, ha rivoluzionato il mondo dell’arte. «Sono spettacoli didascalici. Tra un’opera e l’altra faccio riferimenti al presente, contestualizzo i lavori e ad accompagnare le spiegazioni ci sono musica e proiezioni. Sarebbe quasi una lezione però, siccome la faccio io – dice Sgarbi –, diventa spettacolo e la gente non si annoia». Il critico di Ro non si limita a tracciare un quadro storico-culturale di Raffaello ma, al contrario, ne contestualizza l’opera facendo emergere la sua attualità.

ARTE E VITA

«La vita di Raffaello a differenza di quella di Caravaggio – spiega Sgarbi – è meno “avventurosa”. Non ci sono misteri da ripercorrere, ci si può concentrare unicamente sulle sue opere d’arte». Quest’anno ricorrono i cinquecento anni della morte di Raffaello Sanzio (1483/1520). Con la sua opera segnò un tracciato imprescindibile per i pittori successivi. Fu di vitale importanza per lo sviluppo del linguaggio artistico dei secoli a venire, diede vita ad una scuola che fece arte “alla maniera” sua. Raffaello fu un modello per tutte le accademie, e la sua influenza è ravvisabile anche nei pittori contemporanei. «L’arte contribuisce alla vita delle persone perché le aiuta a riflettere. Dietro ad ogni opera c’è un pensiero e questo fa sì che lo spettatore che si imbatte nell’opera, si fermi a riflettere, a pensare».

NON SOLO TEATRO

Vittorio Sgarbi, in qualità di presidente di Ferrara Arte, sottolinea anche gli appuntamenti che (teatro a parte) la città ha con l’arte. La mostra in Castello dedicata a Previati, la riapertura ad aprile di Palazzo Schifanoia, la rassegna con le opere di Banksy a maggio a Palazzo dei Diamanti e quella con le sculture della collezione Cavallini-Sgarbi, sempre nelle sale del Castello Estense. «La dimensione pop di Banksy fa sì che la città e tutto ciò che ruota attorno ad essa ne parli: bene, significa che è stata una mossa giusta e che c’è interesse. Quando Farina portò Andy Warhol a Ferrara fu un evento, oggi Banksy ha la stessa portata che aveva Warhol allora. È un fenomeno d’arte e di costume e se attorno alla mostra si creerà un dibattito – conclude – tanto meglio». —

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