Memorie di un assassino Caccia al serial killer nella Corea di Bong Joon-ho
In una piccola città fuori Seul, nell’arco di sei anni, in un raggio di 2 chilometri furono stuprate e uccise 10 donne. Il primo serial killer che ha agito in Corea uccise 10 vittime di varie età, da una nonna settantunenne ad una scolaretta di 13 anni.
Con il passare del tempo, il modus operandi del killer si fece più audace e organizzato. Una vittima fu pugnalata 19 volte al petto, mentre un’altra vittima fu trovata con nove pezzetti di pesca infilati nel corpo.
Il killer non lasciò il più piccolo indizio, a parte le sue vittime. Furono interrogati oltre 3000 sospettati. Più di 300.000 agenti di polizia presero parte all’imponente indagine. Nessuno è stato arrestato e condannato per questi delitti.
Nel 2019 però le indagini hanno subito una svolta. In quegli anni in Corea le indagini su un delitto consistevano solo nell’accanirsi contro chiunque conoscesse la vittima, per gli agenti che lavorarono su questo caso invece si trattò invece di un’esperienza del tutto nuova. Non esisteva un metodo di profiling, né alcuna idea di come preservare la scena del crimine per l’investigazione forense. Solo ricerche e interrogatori che facevano affidamento sull’intuizione e sull’ostinazione degli investigatori. Erano anni in cui, gli investigatori all’interno della forza di polizia con pochi mezzi potevano fare affidamento solo su se stessi per affrontare queste orribili serie di eventi.
Il film ricorda un’epoca innocente in cui l’incapacità di afferrare appieno la logica di tali atti atroci portò a incredibili errori e orribili incubi. Memorie di un assassino miscela morte e ilarità.“Memorie di un assassino” è il racconto personale degli eventi da incubo che ebbero luogo in quel periodo difficile. Un film di Bong Joon-ho, il regista del celebrato Parasite. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
